Mondo del tennis in lutto: è morto Alexander Volkov all’età di 52 anni

Il mondo del tennis piange Alexander Volkov. L’ex tennista sovietico, nato il 3 marzo 1967 a Kaliningrad, si è spento quest’oggi all’età di 52 anni. Figlio di un ingegnere, Volkov ha iniziato a giocare a tennis a 10 anni ma solamente 5 anni dopo aver intrapreso il percorso da tennista, accidentalmente cadde da un’altezza ripida e si ruppe la spalla destra. Sfortunatamente, dopo esser stato a riposo per 6 mesi, un altro problema alla spalla destra non gli permise di riprendere a giocare a tennis, forzandolo così a virare per altri sport come hockey su ghiaccio e calcio (le due discipline più popolari in Russia). Ma Volkov, ripresentatosi al Kaliningrad Tennis Club, su richiesta di un amico iniziò a giocare con la mano sinistra eludendo così i numerosi problemi fisici rilevati nel corso degli ultimi mesi.

E dopo anni e anni di duro allenamento e lavoro, Volkov riuscì ad entrare nel mondo dei professionisti (da vero left-handed) nel 1988 mostrandosi competitivo su tutte le superfici. Durante il corso della sua carriera Volkov ha presenziato in semifinale agli US Open nel 1993 venendo sconfitto da Pete Sampras, tennista che lo eliminò anche nei quarti di finale dell’edizione 1992. Inoltre l’ex numero 52 al mondo interruppe la winning streak di 21 vittorie di fila di Stefan Edberg (allora numero 1 e campione di Wimbledon). Dopo essersi ritirato ha intrapreso la strada da coach spalleggiando il futuro campione Marat Safin.

E Anastasia Pivovarova ha voluto ricordarlo così: “È una grande perdita per il tennis russo. È stata una persona unica, talentuosa, che ha avuto grande successo da atleta e da coach. Ha una grande anima, tanta umanità e un grande senso dell’umorismo. Non l’ho mai visto rude o parlar male di qualcuno, questa qualità mi ha davvero impressionato. Ci mancherai“.

https://www.instagram.com/p/B3zKNDroJJV/

About the Author /

Nato ad Oristano il 2 aprile 1994. Dalla Formula 1 al calcio, passando per tennis, sci alpino e NHL: semplicemente un malato di sport con tanti sogni nel cassetto.