Matteo Berrettini sogna le ATP Finals: “Strano pensarci, la speranza è l’ultima a morire”

Matteo Berrettini Matteo Berrettini - Us Open 2019 - Foto Ray Giubilo

Se credo nella qualificazione alle ATP Finals? La speranza è l’ultima a morire anche se è strano pensarci. Prima degli US Open era un obiettivo lontanissimo ma ora il pensiero ce l’ho. È una cosa a cui mi devo abituare perché non era un obiettivo di inizio stagione ma non lo era nemmeno di 10 giorni fa“. Matteo Berrettini sogna le ATP Finals. Il tennista romano, numero 9 della race verso le Finals, si è raccontato ai microfoni di Sky Sport esternando tutto il suo entusiasmo di essere in corsa per il torneo di fine anno con i migliori 8 al mondo che si sfideranno sul campo di Londra: “Il mio programma rimarrà comunque invariato e se dovessi continuare a giocare a questo livello ben vengano le Finals – ha puntualizzato Berrettini – Ora ci sono tornei importanti che possono dare tantissimi punti ma anche senza Finals sarà una stagione pazzesca. Scenderò in campo a San Pietroburgo, Pechino, Shanghai, Vienna e Parigi-Bercy“.

Poi sulla competitività sulle tre superfici: “Io mi sono sempre definito un terraiolo perché sono nato e cresciuto sulla terra. Ma quest’anno sull’erba mi sono trovato bene e il cemento, dove facevo fatica, sapevo che sarebbe potuta diventare la mia superficie prediletta. Mi sento competitivo su tutte e tre e questa è la cosa migliore“. Sulle sconfitte con Roger Federer a Wimbledon e Rafael Nadal in semifinale agli US Open: “Ho imparato parecchie cose. Con Federer ero molto emozionato e facevo fatica a rendermi conto di cosa facevo. Mentre con Nadal ero un po’ più pronto, anche per l’esperienza fatta a Wimbledon. Avevo in testa come fargli del male dal punto di vista tennistico. Devi sempre passare da sconfitte pesanti per imparare tanto“.

Rivivendo i primi anni di carriera al top, Matteo non può non ricordare il match sul Centrale del Foro Italico contro Fabio Fognini agli Internazionali BNL d’Italia 2017: “Dalle famose sveglie che uno prende cerco sempre di imparare il più possibile. Avevo problemi col rovescio, non era un segreto, ma sentito dire da Fabio è stata un’altra cosa, mi ha stimolato a migliorare“. E ora l’obiettivo è quello di continuare a fare bene e migliorarsi soprattutto negli Slam: “Non ho giocato tanti Slam da poter avere un’esperienza personale. Ma la cosa di cui mi son sorpreso è stata la mia resistenza fisica: c’è tempo per organizzarti durante una partita su 5 set. Trovi il modo di scaldarti a match in corso e di arrivare pronto nei momenti decisivi“.

Infine sulla passione calcistica con il tifo per la Fiorentina: “Mio nonno è nato a Firenze e tifa Fiorentina. Ha sempre portato mio padre allo stadio e dunque anche noi siamo stati trascinati in questa fede sportiva. Se è più facile che la viola vinca contro la Juventus o la mia qualificazione alle Finals? Direi che la Fiorentina vinca contro la Juventus“.

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Nato ad Oristano il 2 aprile 1994. Dalla Formula 1 al calcio, passando per tennis, sci alpino e NHL: semplicemente un malato di sport con tanti sogni nel cassetto.