Masters 1000 Miami 2021: Sinner supera Federer, il duro lavoro esalta il talento

Jannik Sinner - Foto Ray Giubilo

 

Jannik Sinner ha sconfitto Aleksandr Bublik per 7-6(4), 6-4, in occasione dei quarti di finale del Masters 1000 di Miami 2021. L’azzurro ha condotto positivamente un incontro dalle svariate sfaccettature, interessante per atleti protagonisti e colleghi, per addetti ai lavori e spettatori, per lo sport universalmente inteso. Sinner è l’incarnazione dell’equilibrio tennistico, seppur attualmente acerba: talento e regolarità, mentalità e voglia di vincere. Il kazako è invece tutto ciò che di diverso può esserci dall’altoatesino, sregolato, anzi, con le sue peculiari regole sportive; il disordine governa il suo modo di giocare e confonde qualsivoglia opponente, sebbene paradossalmente lo limiti, dunque una tagliente arma a doppio taglio. Sinner è riuscito ad afferrare la lama dalla parte del manico, però, infliggendo all’avversario una delusione cocente. L’illusione e infine il colpo letale nei momenti di maggior tensione. Dopo un break di svantaggio in entrambi i set, il classe 2001 ha dimostrato, nuovamente per paradosso, di essere incredibilmente maturo.

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IL RECORD

I numeri sono fattori sempre relativi nel tennis e nello sport in generale, ma osservarli attentamente non è mai un’operazione banale. Sinner ha raggiunto la prima semifinale di un Masters 1000 in carriera, probabilmente non l’ultima per gioco espresso, all’età di 19 anni, 7 mesi e 15 giorni. L’azzurro ha superato il talentuoso per eccellenza tra i tennisti dell’epoca contemporanea, Roger Federer, arrivato al medesimo traguardo a 20 anni, 7 mesi e 20 giorni d’età. Soltanto il prodigioso Rafael Nadal, tra i grandissimi, ha compiuto un’impresa ancor maggiore dell’azzurrino (18 anni, 9 mesi e 28 giorni). Il fatto che Sinner venga accostato ai vari mostri sacri del tennis può fantomaticamente agire come stimolo per il giovane atleta. Tutto ciò può far riflettere lui e il pubblico sulle potenzialità specifiche di ciò che si sta vivendo. Sinner è difatti potenzialmente un tennista mai visto come rappresentante italiano, qualità uniche e abilità innate, abbinate a un fisico migliorabile e migliorato.

LA SVOLTA

Il rovescio tecnicamente ineccepibile ed esteticamente godibile,  il dritto piatto pungente, il coraggio nelle occasioni scottanti. Quel ‘quid’ in più che sorprende dell’altoatesino, però, è la gestione dei vari match e l’atteggiamento nei momenti clou dei vari incontri. Sinner ha collezionato gli scalpi di Hugo Gaston, Karen Khachanov, Emil Ruusuvuori e Aleksandr Bublik, ha dimostrato di non aver paura di ‘esagerare’, di andare oltre i propri limiti e progredire nel suo percorso, al costo di commettere alcuni errori in più. Sinner evolverà il proprio tennis, migliorerà gradualmente e regalerà all’Italia intera grandi gioie, questo è ciò che può definirsi certo. Lo stesso Jannik, però, adesso ha un obiettivo: non più sorprendere, ma aprire gli occhi a una generazione intera di tennisti; il duro lavoro esalta il talento.