Masters 1000 Miami 2018: Goffin fa un game, avanti Cilic e Raonic. Ok Del Potro

David Goffin - Foto Ray Giubilo

Benoit Paire firma la principale sorpresa del venerdì di secondo turno del Masters 1000 di Miami 2018. Il francese batte in due set Novak Djokovic, autore di una prestazione disastrosa.

Rientro da dimenticare per David Goffin. Il belga, al ritorno in campo dopo l’infortunio all’occhio nella semifinale di Rotterdam contro Grigor Dimitrov, non entra mai entrato in partita sino a subire una pesantissima sconfitta da Joao Sousa. Disastrose le percentuali al servizio di Goffin, capace di vincere solo il 47% dei punti con la prima e il 26% con la seconda: conseguenza il risultato di 6-0 6-1 per il portoghese, che riesce a conquistare il break in tutti i game in risposta.

Nessun break, al contrario, per Mikael Ymer contro un ordinato Milos Raonic. Il canadese, reduce dalla semifinale a Indian Wells, gioca un buon match contro il giovane rivale di cui si sbarazza in appena un’ora e 6 minuti di gioco. Per rivedere il miglior Raonic manca ancora qualcosa, ma la strada è quella giusta.

Sorprendente la vittoria di Michael Mmoh ai danni di Roberto Bautista Agut. Il qualificato statunitense, che al primo turno aveva rischiato di perdere contro la wild card Christopher Eubanks, conquista al tie-break il primo set e lascia andare il secondo, mostrandosi quasi fuori dalla partita. Poi però la spunta in un equilibrato parziale decisivo, aggiudicandosi un incontro importante che lo proietta alla sfida tra Next Gen contro Hyeon Chung, vittorioso su Ebden per 6-3 7-5.

Qualche problemino di troppo per Marin Cilic di fronte a Pierre-Hugues Herbert. Il croato, padrone del match sin dall’inizio, commette qualche errore di troppo permettendo all’avversario di recuperare sino al 5-5 nel primo set. Da lì il numero 3 del mondo torna sui suoi binari, fa suo il parziale e avanza nel secondo, chiuso 6-3 anch’esso con alcune incertezze.

Soffre ma passa il turno Kei Nishikori. Al giapponese servono tre set per piegare la resistenza dell’australiano Millman con il punteggio di 7-6(4) 4-6 6-3. Più di qualche rimpianto per il numero 96 al mondo con un primo parziale perso nonostante due set point in risposta sul 5-3 e uno col servizio nel gioco successivo. Millman riesce comunque ad allungare la contesa alla frazione decisiva ma subisce il break nel sesto gioco e capitola nuovamente con la battuta sul 5-3.

Servono due ore e 11 minuti a Juan Martin del Potro per sconfiggere Robin Haase in tre set (6-4 6-7 6-2). Il numero cinque al mondo conferma il pronostico eliminando l’olandese lottando in maniera decisa. Dopo aver chiuso 6-4 il primo set, nel secondo del Potro annulla quattro set point nel corso del nono game per poi rubare la battuta dell’avversario registrando il controbreak. L’argentino, però, sbaglia sul più bello regalando il parziale a Haase che con un 7-5 prolunga la partita al terzo set. Solamente 31 minuti per un solido 6-2 con due servizi rubati, del Potro avanza con forza e decisione. Supera il turno anche Grigor Dimitrov contro il tedesco Maximilian Marterer. Servono tre set, in rimonta, al tennista bulgaro che dopo il 4-6 iniziale rifila un 6-2 6-1 tra il secondo ed il terzo in meno di un’ora.

Tutti i risultati di venerdì 23 marzo

(26) Nishikori b. (Q) Millman 7-6(4) 4-6 6-3
(22) Krajinovic b. (Q) Broady 6-3 6-2
Paire b. (9) Djokovic 6-3 6-4
(13) Schwartzman b. Jarry 6-3 6-1
(20) Raonic b. Ymer 6-3 6-3
Chardy b. (30) Gasquet 7-5 6-1
Sousa b. (7) Goffin 6-0 6-1
Donaldson b. (25) Lopez 6-4 6-2
(19) Chung b. Ebden 6-3 7-5
(Q) Mmoh b. (12) Bautista-Agut 7-6(4) 2-6 6-4
Pospisil b. (27) Rublev 7-6(5) 6-4
(2) Cilic b. Herbert 7-5 6-3
Youzhny b. (23) Muller 4-6 6-4 6-2
(17) Isner b. Vesely 7-6(3) 1-6 6-3
(5) Del Potro b. Haase 6-4 5-7 6-2
(4) Dimitrov b. Marterer 4-6 6-2 6-1

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Classe 1992, studente di Giurisprudenza e diplomato al Conservatorio con il sogno del giornalismo. Amo lo sport a 360°, anche perché il mio paesino da 17.000 abitanti ha cresciuto un calciatore di Serie A e della nazionale come Legrottaglie, una medaglia olimpica di volley come Mastrangelo, e l'ormai certezza della marcia Palmisano. E poi ci sono io, mancato numero 1 Atp, cui rimedio sproloquiando come redattore anche su Tennis World Italia