Lemon Bowl 2019, la carica dei 1000 Next Gen: presenti 25 stranieri da 11 nazioni

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Si alza il sipario sulla edizione del Lemon Bowl, iniziata con i tabelloni di prequalificazione per le categorie under 12 e under 14. Il 27 dicembre sarà la volta delle qualificazioni, sino al main draw che si svolgerà dal 2 al 6 gennaio. C’è ancora tempo per partecipare e aggiungersi ai circa 1000 partecipanti già registrati. Le iscrizioni per le ‘quali’ e per il tabellone principale chiuderanno infatti domani, 15 dicembre, alle ore 18.

Ragazzi da tutto il mondo. Ben 11, oltre all’Italia, le nazioni che saranno rappresentate quest’anno al Lemon Bowl: arriveranno infatti giovani promesse da Germania, Francia, Romania, Svizzera, Croazia, Slovenia, Malta, Gran Bretagna, Bosnia, ma anche da Israele e Giordania, a testimonianza della commistione di culture e diverse scuole tennistiche d’Europa e del mondo.

Tabelloni di alto livello. Mentre le prequalificazioni entrano nel vivo, l’entry list del Lemon Bowl 2019 cresce di livello grazie alle iscrizioni di alcuni dei più forti ‘nextgen’ del panorama nazionale. Nell’under 14 femminile confermate la presenza delle due forti 2.7 campane Francesca De Rosa e Maria Pia Vivenzio, mentre nel maschile saranno i 2.8 Lorenzo Carboni, già semifinalista lo scorso anno nell’under 12, e Luciano Barbarino a partire con i favori del pronostico. Nell’under 12 occhi puntati sul romano Andrea De Marchi, Edoardo Betti, Camilla Livioni ed Elena Sofia Minelli. Grande attesa anche per i tabelloni under 10 che, da anni, vedono in campo tutti i migliori giovanissimi d’Italia. Senza dimenticare che i vincitori del prestigioso e rinomato ‘Torneo di Natale di Bari’ saranno presenti a Roma grazie a una wild card.

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Nato a Roma il 9 aprile del 1982, cresco nel mito di Pete Sampras e Marco Van Basten. Dopo 12 anni di radiocronache sono passato alle telecronache per Supertennis TV. Direttore di Sportface e di Spaziotennis.com, amo i Giochi Olimpici e ricordo ogni momento del lavoro svolto a Londra 2012. Seguo lo sport 25 ore su 24, ma è sempre meglio che lavorare.