Jannik Sinner è un fuoriclasse: non abbiate paura di dirlo

Jannik Sinner - Foto Ray Giubilo

Jannik Sinner è fuoriclasse. Il tennis è uno sport complicato ma, per certi versi, anche semplice. Per arrivare in alto, banalizzando, bisogna avere: qualità tecniche, capacità tattiche, forza mentale e un fisico da atleta. Sinner ha tutto ciò, e ne ha a iosa. Il rovescio bimane è perfetto, il dritto è in crescita costante così come il servizio (che sarà la vera arma che permetterà un ulteriore step a Jannik); pian piano sta migliorando anche il gioco di volo e soprattutto la posizione a rete, fino ad oggi non irreprensibile.

Sinner ha testa e ha fame. Sa alzare il livello nei momenti importanti e superare anche qualche acciacco (vedasi vesciche in questi giorni). A livello fisico è completo, anche grazie allo sci praticato da ragazzino. E, infine, c’è l’intelligenza. Dettaglio non banale. Perché, come ripete sempre coach Vincenzo Santopadre, ‘prima si costruisce l’uomo e poi il tennista’.

E allora non abbiate paure di considerare Sinner un fuoriclasse. Perché, semplicemente, lo è. Questo non vuol dire che non ci vorrà tempo per arrivare nei Top-10 e per raggiungere con continuità grandissimi risultati nei tornei più importanti. E non è fondamentale che lo sappiate voi, ma che lo sappia lui. Jannik Sinner ha la consapevolezza, un colpo potente e sempre preciso.

Il team è di alto livello. Tutti i componenti sono consapevoli di cosa dover fare per arrivare in cima. Senza fretta. Ma con grande convinzione.

La frase ‘lasciatelo crescere in pace’ va bene solamente per chi non arriverà mai. Chi ha le carte per raggiungere il gotha non avrà bisogno di sentirsi dire nulla del genere. Jannik Sinner crescerà secondo gli step per lui ben studiati. Ci potrà essere qualche rallentamento, qualche intoppo (vedasi la voce ‘infortuni’), ma il traguardo è delineato. Jannik Sinner sarà un protagonista assoluto del circuito Atp, un campione, un fuoriclasse. Si divertirà e farà divertire.

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Nato a Roma il 9 aprile del 1982, cresco nel mito di Pete Sampras e Marco Van Basten. Dopo 12 anni di radiocronache sono passato alle telecronache per Supertennis TV. Direttore di Sportface e di Spaziotennis.com, amo i Giochi Olimpici e ricordo ogni momento del lavoro svolto a Londra 2012. Seguo lo sport 25 ore su 24, ma è sempre meglio che lavorare.