ITF Transition Tour, caos prequali: giocatori costretti a 3 match in un giorno

Stefano Baldoni - foto Adelchi Fioriti

A neanche due mesi dalla nascita dell’ITF World Tennis Tour (più comunemente ITF Transition Tour) migliaia di giocatori di tutto il mondo navigano nello sconforto. Il nuovo circuito stabilito dalla federazione internazionale ha complicato esageratamente la scalata verso il “tennis che conta” a ragazzi e ragazze abituati nelle passate stagioni a disputare regolarmente tornei $15.000 e $25.000, atleti oggi tagliati fuori dalle liste dopo aver già abbandonato a gennaio le classifiche ATP e WTA.

COME FUNZIONA IL TRANSITION TOUR
COME CAMBIA IL RANKING
“STATE UCCIDENDO IL NOSTRO SPORT”
IL BUSINESS DELLE PREQUALI

Per rendere teoricamente migliore la vita ai tennisti delusi, alcuni villaggi che ospitano diversi tornei ITF consecutivi organizzano le prequalificazioni, un tabellone preliminare in cui vengono messe in palio una wild card per il tabellone principale ed una per le qualificazioni. Scelta nobile, apparentemente.

In realtà, tralasciando l’ingente guadagno economico che le “prequali” assicurano a tali villaggi, dall’orario di gioco di domenica 24 febbraio alla GD Tennis Academy di Antalya (uno dei tantissimi tornei $15.000 maschili di scena nella località turca) si evince un nuovo dettaglio che fa venire i brividi. A distanza di poche ore sono previsti i quarti di finale, le semifinali e la finale delle prequalificazioni: 3 match in un giorno per conquistare un posto nelle qualificazioni o nel tabellone principale del torneo. Partite con il punteggio ridotto (set a 4 game e super tie-break al posto del terzo set), d’accordo, eppure partite dall’altissima intensità tra giocatori che nel 2018 vagavano intorno 600esima posizione del ranking ATP o che sono appena tornati alle gare dopo lunghi infortuni.

Ma per completare il quadro facciamo un calcolo. Chi domenica 24 febbraio disputa 3 match ne ha vinti 2 venerdì 22 febbraio, e soprattutto colui che perde la finale delle prequalificazioni è poi costretto a giocare altre 2 partite di qualificazioni il giorno successivo. Vuol dire che un atleta che supera le prequalificazioni e le qualificazioni disputa 7 match in 3 giorni (con un dì di riposo, in questo caso il sabato, causa maltempo) e con le residue energie affronta il tabellone principale, contro giocatori totalmente “freschi”. Un tour de force lontano da ogni logica, l’ennesimo caso che scatena l’ira dei tennisti. ITF nel ciclone, il Transition Tour continua a far discutere.

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Giornalista pubblicista romano classe ‘95, è laureato in Scienze della Comunicazione e sviluppa in campo e alla tastiera le sue passioni per tennis e calcio più o meno da quando è nato. Profondo estimatore di David Ferrer, del sushi e di Cesare Cremonini, riassume le proprie intuizioni (si fa per dire) su Twitter e consuma le restanti energie svolgendo il ruolo di caporedattore di OkCalciomercato.it. “Ma qualcuno deve pur farlo…”