INTERVISTA – Bolelli: “Wimbledon sarà probabilmente il mio ultimo torneo in singolare” (AUDIO)

Simone Bolelli - Roland Garros 2018 Simone Bolelli - foto Ray Giubilo

Simone Bolelli supera il primo turno delle qualificazioni del Roland Garros 2019, eliminando in un match tutt’altro che banale il polacco Kamil Majchrzak (proveniente dal successo ad Ostrava contro Sinner). La qualità del tennis del bolognese non è, e non mai stata in discussione. Desta ancora qualche dubbio riguardo l’integrità fisica del trentatreenne, i cui mesi successivi potrebbero rappresentare un crocevia importante per la sua carriera. “Ora mi voglio godere Parigi – ci racconta ai microfoni di Sportface.it -. Quest’anno non ho giocato tantissimo, ho saltato il cemento americano per preparare la stagione su terra. Non so ancora per quanto giocherò il singolo. Questo sarà un torneo importante, così come Wimbledon. Poi valuterò se continuare a tutta o buttarmi sul doppio, che secondo me è una buona alternativa”. 

Con tutta serenità Bolelli prenderà una decisione entro la fine di quest’anno, rimarcando l’importanza del doppio, soprattutto per le sue caratteristiche: “Adesso giocherò qui e le qualificazioni di Wimbledon in singolare, oltre a molti match di doppio per finire l’anno con una classifica alta. Mi sta costando parecchio tornare su in singolare, anche fisicamente. Devo essere realista e prendere una decisione”. 

Sul match di oggi invece è sembrato parzialmente soddisfatto: “E’ stata una partita altalenante. Nel secondo set ho avuto un match point sul 5-4 e ho titubato. Lui mi ha aiutato con un smash molto semplice, sbagliato su palla break. Ho giocato un tie-break difensivo, ma l’importante era vincere“. 

Ecco l’intervista integrale:

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Nato a Roma il 9 aprile del 1982, cresco nel mito di Pete Sampras e Marco Van Basten. Dopo 12 anni di radiocronache sono passato alle telecronache per Supertennis TV. Direttore di Sportface e di Spaziotennis.com, amo i Giochi Olimpici e ricordo ogni momento del lavoro svolto a Londra 2012. Seguo lo sport 25 ore su 24, ma è sempre meglio che lavorare.