INTERVISTA – Qualificazioni Roland Garros 2019, Caruso: “Mi sento cresciuto a livello umano” (AUDIO)

Salvatore Caruso ha sconfitto Norbert Gombos nel match valevole per il primo turno di qualificazione al Roland Garros 2019. Il tennista siciliano, dopo aver perso il primo set con il punteggio di 7-5, ha reagito con forza e ha portato a casa il secondo parziale. Nel terzo set, avanti 5-1, Caruso ha rischiato parecchio rischiando la rimonta, ma è riuscito a portare a casa l’incontro. Nell’immediato postpartita l’azzurro ha commentato la vittoria ai microfoni di Sportface.it.

“Sapevo che il match sarebbe stato difficile – commenta Caruso -. Gombos è un ottimo giocatore ed è stato nei primi 100. Dopo un primo set in cui sono stato un po’ a corrente alternata, nel secondo e nel terzo set sono stato abbastanza solido. Quando ero avanti 5-1 nel terzo set lui ha lasciato andare il braccio e per fortuna ero avanti di due break. Sapevo che avrei potuto perderne uno ma due era difficile. Sul game del 5-4 sono stato bravo a portarla a casa”.

SUL PERIODO “Mi sento molto bene, stiamo lavorando sulla direzione giusta con Paolo (Cannova, ndr) che conosco da tanto tempo e con cui lavoro benissimo. Da parte mia è stato fatto un passo importante in avanti sia a livello di tennis che a livello umano. Mi sento molto più maturo, vedo le cose in maniera diversa e questo si riflette sul campo. E’ stato un buon periodo. Quando sei a questo livello le partite girano su pochissimi punti. A Estoril ero stato bravo a battere Cuevas nelle qualificazioni, anche se due giorni dopo mi ha dato quele e le altre, come diciamo da noi. Adesso aspettiamo la settimana giusta per fare il risultatone e andare a ridosso dei primi 100″.

SULLA CRESCITA “Prima mi facevo trasportare dalle emozioni, mentre adesso in campo, essendo un po’ più maturo, riesco a capire bene i momenti. Oggi ad esempio ho cambiato il servizio ad un certo punto. Sono piccole cose che però fanno la differenza”.

SUI CAMPI“Mi sono allenato sullo Chatrier e successivamente sul Lenglen, e mi sembrano dei campi da biliardo. E’ come al Foro, è impossibile giocare male qua, quindi speriamo di rimanere qua il più a lungo possibile”.

L’AUDIO INTEGRALE DELL’INTERVISTA

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Nato a Roma il 9 aprile del 1982, cresco nel mito di Pete Sampras e Marco Van Basten. Dopo 12 anni di radiocronache sono passato alle telecronache per Supertennis TV. Direttore di Sportface e di Spaziotennis.com, amo i Giochi Olimpici e ricordo ogni momento del lavoro svolto a Londra 2012. Seguo lo sport 25 ore su 24, ma è sempre meglio che lavorare.