L’indomabile Christian Harrison: malattie, infortuni, ma una voglia matta di non mollare

Christian Harrison Christian Harrison - Foto Marta Magni

“Diecimila difficoltà non fanno un solo dubbio”. Questa magnifica dicitura di Isacc Newton è perfettamente adducibile alla storia di Christian Harrison, il fratello minore di Ryan, tornato a calcare con successo i campi da tennis dopo un anno e mezzo. Nel torneo di qualificazione agli Internazionali di Tennis Città di Forlì ha sconfitto nettamente il francese Sadio Doumbia ed è approdato in main draw grazie alla vittoria sul nostro Alessandro Bega. Nel post successo Harrison ha dichiarato ai microfoni di Sportface: “Finalmente mi sento bene, ovviamente dopo essere passato sotto i ferri così tante volte non potrò mai sentirmi alla perfezione, perché la miglior operazione è… nessuna operazione. E poi ci sono alcuni dolori cronici che vanno sempre tenuti in conto”. Ma qual è la storia di Harrison?

Christian nasce a Bradenton nel maggio del 1994, è il fratello più piccolo di Ryan, con cui condivide sin da piccolo la passione per il tennis. I due, all’età di 13 (Christian) e 15 (Ryan) firmano con la IMG Tennis Accademy seguiti sempre da papà Pat Harrison. Le aspettative nei loro confronti salgono in modo esponenziale, specie in Christian, che viene additato come il più futuribile tra i due.

La realtà, tuttavia, è crudele. Christian è costretto all’ “inferno”, come dichiarato da suo padre in un’intervista rilasciata circa due anni fa. Ben otto gli interventi chirurgici principali (braccia, entrambi gli adduttori, entrambi i polsi, spalla destra). A questo bisogna aggiungere che Christian ha vissuto tre anni (dall’inizio 2013 alla fine del 2015) con la costante paura di avere un cancro alle ossa, fino a quando non gli è stato diagnosticato ciò che realmente lo ha afflitto: l’ascesso di Brodie. Una malattia infettiva delle ossa, che ha costretto Christian, oltre agli interventi già subiti, alla perforazione del femore e ad usare le stampelle per oltre un anno.

Una vicenda complessa, dalle mille sfaccettature. La certezza è Christian non abbia mai mollato. Questo è lo spirito che lo ha sempre contraddistinto e che, nonostante tutto ciò che ha passato, gli ha permesso di arrivare nella top 200 del ranking mondiale nel luglio del 2018, prima di fermarsi ancora per ulteriori 18 mesi.

Il torneo di Forlì, organizzato da MEF Tennis Events, rappresenta un nuovo inizio, l’ennesimo della sua travagliata carriera. “Dopo tutte le operazioni che ho subito – ha raccontato – ho imparato a gestirmi e a inserire alcuni tasselli fondamentali per sentirmi meglio. Negli ultimi sei mesi ho lavorato su tanti aspetti e non vedevo l’ora di tornare in campo. Dai 14 anni in poi è stato un continuo fermarmi e ricominciare, anche se oggi posso dire che delle otto operazioni che ho subìto, almeno quattro potevo evitarmele. È stata dura, ma ho imparato a gestire meglio il mio fisico. L’unico mio obiettivo è proprio questo: mantenere il mio fisico in salute e giocare, senza obiettivi di ranking; già in passato ho giocato troppo in alcuni periodi per cercare di raggiungere una determinata posizione in classifica. “Obiettivi? Voglio solo godermi tutti i momenti in cui sono in campo”. Passione, consapevolezza e resilienza. Christian Harrison vuole provarci. Ancora una volta.