Fognini, un sogno iniziato 14 anni fa

Fabio Fognini - Foto Ray Giubilo Fabio Fognini - Foto Ray Giubilo

Maggio 2005, Foro Italico, primo giorno di qualificazioni. Non ci sono streaming, né ufficiali né illegali, per seguire le gesta della giovane promessa Fabio Fognini. Leggende narrano di un match rimontato pochi giorni prima al challenger capitolino del Garden, classico prologo degli Internazionali BNL d’Italia, nel quale ‘Fogna’ si era trovato sotto 6-0 5-1 contro il ceco Lukas Dlouhy, prima di chiudere tra gli applausi del pubblico romano 0-6 7-5 6-3. Siamo in tanti, malati di tennis della prima ora, a recarci sull’allora campo 5 (oggi n.1) del Foro Italico. Non ci si vede spesso, anzi mai, ma all’ombra dei pini l’appuntamento è immancabile. Siamo in tanti, dicevamo; da anni a scrivere su quello che all’epoca era il sito di riferimento per gli appassionati: Tennisteen. Tutti pronti a seguire per la prima volta Fabio Fognini, anni 17, che si dice abbia un ‘turbo dritto’. Il suo avversario, al primo turno di ‘quali’ è quell’Albert Montanes che qualche anno dopo sarebbe stato co-protagonista di una vittoria storica (e stoica) di Fabio al Roland Garros. Non abbiamo mai visto Fabio, ma è un po’ come se lo conoscessimo.

Su quel forum, Tennisteen, scrive spesso un utente dal nickname ‘monet’, che presto scopriamo essere Fulvio Fognini, papà di Fabio. Racconta, scrive, fa appassionare tutti, col suo stile deciso, chiaro, a volte un po’ rude ma sempre e comunque sincero. Sappiamo pregi e difetti di Fabio, ma in quei primi minuti, contro lo spagnolo, notiamo solo i punti deboli. A un certo punto, la luce: Fognini tira un dritto a tutto braccio impressionante. Il boato del pubblico, poi gli sguardi che si cercano come a dire “ma hai visto che ha fatto?!”. Sì, lo abbiamo visto tutti. E tutti abbiamo capito. Dopo il trionfo a Montecarlo il pensiero è andato subito a quel giorno di 14 anni fa. L’abbraccio tra Fulvio e Fabio, tra le lacrime, riporta tutti indietro nel tempo a quando sognavamo, loro e noi, di poter vivere un successo come quello odierno. Un sogno che si è avverato all’improvviso.

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Nato a Roma il 9 aprile del 1982, cresco nel mito di Pete Sampras e Marco Van Basten. Dopo 12 anni di radiocronache sono passato alle telecronache per Supertennis TV. Direttore di Sportface e di Spaziotennis.com, amo i Giochi Olimpici e ricordo ogni momento del lavoro svolto a Londra 2012. Seguo lo sport 25 ore su 24, ma è sempre meglio che lavorare.