Tennis

Diario di bordo, day 1 Roland Garros 2018: l’urlo di Gianna e la solidità di Sonny

Lorenzo Sonego - Foto Adelchi Fioriti

Parigi è vita. Nonostante sia per me la sesta volta, il primo giorno sui campi del Roland Garros è sempre bellissimo. Nell’aria si respira emozione pura. L’emozione di tanti ragazzi, compresi tra il numero 105 e il 250 del ranking mondiale, che ambiscono a un posto nel tabellone principale dello Slam parigino. In palio tanti punti, tanti soldi, ma soprattutto il sogno di entrare nel gotha del tennis.

Il primo giorno, seppur bellissimo, porta con sé la problematica di dover trovare l’ingresso per gli accrediti stampa, che ogni anno si sposta (tipo l’isola di Lost). Il primo giorno, seppur bellissimo, vede apparire in scena addetti all’impianto che si ritrovano al Roland Garros come fossero caduti lì all’improvviso (sempre dall’isola di Lost). “Scusi, qual è il gate adibito agli accrediti stampa?” – chiedo ingenuamente. “Sempre dritto” – mi viene risposto. Ovviamente era dalla parte opposta.

L’amico Stefano Berlincioni mi sta aspettando sul campo 16, dove a breve inizierà il match del primo italiano in gara: Lorenzo Sonego. Io guardo al volo due scambi di Kudla-Clezar e lo raggiungo. L’avversario del torinese è Jason Jung. Cinese di Taipei, nato in California, che ha difeso i colori di Michigan in NCAA (oltre a laurearsi in Scienze Politiche). Arrivano coach Gipo Arbino e Umberto Rianna, pronti a sostenere ‘Sonny’ in un match nel quale parte favorito. La sfida non vive di grandi sussulti, con Sonego che si sbarazza facilmente del suo avversario con un netto 6-2 6-4. Solamente nel secondo set, sul punteggio di 4-3 15-40, Lorenzo vive un momento di difficoltà dopo un incredibile ‘warning’ per coaching chiamato a Rianna e Arbino, che si sono permessi semplicemente di esclamare ‘Alè Lori’. Ma Sonego mentalmente è un toro: quattro punti di fila e pericolo scampato. Sul 5-4 va a servire per il match e tiene a zero. Da segnalare durante il match un passante di dritto in corsa di Sonego, da posizione impossibile, che sbianca la riga. Da segnalare anche un tifoso di Lorenzo, di lingua italiana con spiccato accento francofono, che ha seguito tutto il match, nonostante un sole che spaccava le pietre, con la sua fidata giacca di pelle.

Dopo aver scambiato due battute con Sonego (che trovate qui) vorrei tornare sul 16 per vedere in azione quel fenomeno di Felix Auger-Aliassime, ma in 8 secondi netti le tribune si riempiono. Per fortuna il canadese la porta a casa e potrò ammirarlo al secondo turno.

È il momento di Salvatore Caruso. A seguire il match c’è l’immancabile coach Paolo Cannova, mentre dopo pochi minuti arriva anche il capitano di Fed Cup Tathiana Garbin. ‘Salvo’ non è in grande giornata mentre il suo avversario, il mancino indiano Prajnesh Gunneswaran, sembra Fernando Verdasco. Il dritto, carico e potente, è devastante da ogni zona del campo, mentre il rovescio, più piatto, è rapido e spesso profondo. Caruso recupera il break nel primo set ma, sul 4-4, deve cederlo di nuovo. Nel secondo il siciliano cerca di lottare strenuamente ma i colpi non funzionano. Bravo Prajnesh, che merita il successo per 6-4 6-4.

Intanto il mio pupillo Marc Polmans, dopo una lotta pazzesca, perde con il bielorusso Ignatik. Giornata che, a parte Sonego, pare avara di soddisfazioni. Alessandro Giannessi è infatti sotto di un break nel primo set contro Gerald Melzer, in una sfida tra mancini. Sul 5-5 rientro in sala stampa per sosta fisiologica e per recuperare una bottiglietta d’acqua. Seguo il tiebreak, dominato da Gianna, sugli schermi della press room. Sta iniziando il secondo parziale, Stefano Berlincioni mi scrive su whatsapp: “Giannessi Super”. Mi sbrigo e corro sul campo 8. Ale sta giocando benissimo mentre Melzer sembra in sciolta. Il primo game del secondo set, vinto ai vantaggio da Giannessi, è stato molto importante mentalmente. Alessandro scappa via sul 5-0 e chiude 6-2. L’urlo a fine match è significativo, traspare rabbia ed emozione. Emerge la grinta di un ragazzo che ha passato un momento difficile. Esultano in tribuna Eduardo Infantino e Marco Panichi. Giannessi, nonostante sia praticamente senza polsini, ne regala uno ad un tifoso italiano, a Parigi in Erasmus, e subito dopo ci facciamo due chiacchiere (che trovate qui).

Intanto esce l’order of play di domani e gli italiani giocano tutti e 98 contemporaneamente come secondo match sui campi più disparati e lontani tra loro. Vorrei uccidere tutti, ma decido di tornare verso casa, fare la spesa, e mangiare qualcosa (rigorosamente non sano). Domani sarà una lunga giornata, anche perché mentre scrivo ha iniziato a piovere insistentemente. Ma intanto due nostri tennisti (più Viktor Galovic, croato d’Italia che ha battuto De Schepper 7-6 6-3) sono al secondo turno. Sperando che domani se ne aggiungano molti alla comitiva.

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