Tra calcio e tennis: Luca Potenza si racconta dopo la settimana perfetta a Monastir

Luca Potenza a Monastir

A dire la verità il mio primo amore fu il calcio, abbandonai quello sport perché a mio padre non piaceva l’ambiente. Per non annoiarmi andai a fare una giornata di prova nel campo da tennis vicino casa con mio fratello Davide e così è iniziato tutto”.

Questo il racconto della sua infanzia, del primo ricordo legato al tennis di Luca Potenza, che ha ottenuto il suo primo successo in carriera a livello ITF, il 15.000 di Monastir, in una finale decisamente complicata vinta in rimonta sul russo Alexander Shevchenko. Ma chi è Luca e dove nasce tennisticamente? E’ un classe 2000 siciliano, precisamente di Licata, un paese di circa 37000 abitanti nella provincia di Agrigento. Suo padre, pur non amando quell’ambiente, è un grandissimo appassionato di calcio, in quanto il cugino giocò nel Licata di Zeman. Sua madre, invece, non è mai stata una grande appassionata di sport. L’amore per il tennis gli viene trasmesso, come già percepibile nel suo primo ricordo legato al tennis, da suo fratello Davide.

Luca nasce sui campi del Tennis Club Sant’Angelo, in cui viene allenato per ben 8 anni da coach Francesco Pedani, a cui deve tutto: “E’ stato il mio primo maestro e non smetterò mai di ringraziarlo per tutto ciò che ha fatto per me. Lo sento ogni giorno, non ci siamo mai separati”. A 14 anni decide di trasferirsi a Catania, dove lo allena per tre anni (fino ai 17) coach Sergio Rizzi. Il grande cambiamento nella sua vita, quello che Luca definisce come la “scelta più difficile” avviene però nel luglio del 2017. Si trasferisce, infatti, a Roma dove inizia un nuovo percorso con il Tennis Team Vianello, che è tuttora la sua squadra: “Mi seguono Massimo Vianello, Marco Matrizi, Claudio Subissi ed infine il mio preparatore atletico Antonello Regina”.

La solidità del suo team è certamente stata decisiva nell’exploit di Luca, proprio come la sua grande umiltà, avvertibile in modo chiaro quando gli viene chiesto quali siano i suoi pregi e i suoi difetti: “Non mi piace parlare dei miei pregi, penso di avere buon timing sulla palla e una buona risposta al servizio. Forse li conosce meglio chi mi segue. Per ciò che riguarda i difetti posso dire invece che, essendo piuttosto basso, non ho mai avuto un gran servizio anche se è un fondamentale su cui ho lavorato molto quest’inverno e nelle ultime partite ha funzionato decisamente meglio”.

Sono diversi quindi gli aspetti che hanno portato alla realizzazione di questo primo successo del ventenne licatese. Un trionfo che il giovane azzurro non si aspettava assolutamente: “E’stata una settimana fantastica, sapevo di poter fare bene ma non avrei mai immaginato di tornare a casa con il trofeo in mano”. Luca dimostra anche grande sincerità nel motivare il suo stupore: “Avevo pochissima esperienza nei tornei ITF. Non ne gioco moltissimi perché non ho grandissime disponibilità economiche, ho tre fratelli e mio padre è l’unico che lavora nella mia famiglia. Inoltre faccio fatica ad ambientarmi”.”Tuttavia – aggiunge Luca, parlando delle “chiavi” del suo successo – sono stato molto forte mentalmente e ho alzato il mio livello di gioco partita dopo partita. Partendo dalle qualificazioni, penso di aver compiuto un’impresa, anche perchè nelle quali (con il britannico Oscar Weightman) mi sono trovato a due punti dalla sconfitta”.

Un successo, si sa, viene sempre coronato con delle dediche speciali ed anche in questo caso non mancano. “Questa vittoria è dedicata ovviamente alla mia famiglia, al mio sponsor e ai miei parenti di Roma, che da tre anni mi hanno accolto nella loro casa”.

Si dice: “La prima volta non si scorda mai”, ed una cosa è certa. Luca Potenza questo successo non lo dimenticherà facilmente, sperando solo sia la prima perla di una lunga collana.