Binaghi: “Gli azzurri non hanno limiti, fattori comuni con il ciclo d’oro del tennis femminile”

Matteo Berrettini - Foto Ray Giubilo

Il ciclo d’oro del nostro tennis femminile ha scritto la storia. Molti scrissero che è stata una combinazione di fattori irripetibili, dopo il primo successo. Invece abbiamo vinto tutto ciò che c’era da vincere, con quattro ragazze straordinarie, grandi donne e grandi atlete. Sono riuscite a creare un gruppo positivo, liberava energie di mese in mese e di anno in anno. Oggi ci sono fattori comuni con Berrettini, Sinner, Sonego, Musetti e molti altri. Non ci si deve porre un obiettivo così importante come lo Slam, ma dobbiamo solidificare il gruppo e i risultati arriveranno da soli. Abbiamo molti giocatori che non hanno limiti, possono raggiungere grandi obiettivi: c’è un sistema sano e vogliamo preservarlo. Il vecchio format della Davis non stava più in piedi, i gestori lo sanno bene. Questo nuovo format riusciremo a valutarlo con il tempo, adesso è troppo presto. Abbiamo una squadra ampia, ci sono quattro singolaristi disponibili e possiamo cambiare tutto in corsa”. Così Angelo Binaghi, intervenuto ai microfoni del Festival dello Sport di scena a Trento, discutendo sulla rilevanza del movimento tennistico italiano. Non solo Matteo Berrettini e Jannik Sinner, ma in risalto l’importanza di detenere un gruppo compatto, in grande crescita e ‘positivo’, così come fu quello delle meravigliose ragazze con ciliegina sulla torta inserita da Flavia Pennetta, campionessa agli Us Open.

Al fianco del presidente della Fit, anche Filippo Volandri, ex tennista: “Monfils ha detto che Sinner arriverà in finale Slam? L’Italia ha trovato l’oro, è vero, ma sono anni che stiamo lavorando duro. Abbiamo costruito una grandissima sinergia tra i componenti e abbiamo stravolto quello che era il concetto di allenamento. Abbiamo degli statistici, dei match-analisti, tradotto dei numeri che hanno cambiato il modo di allenarsi degli atleti.  Berrettini è un giocatore moderno, ha una fisicità diversa rispetto al tennista-tipo del passato. Il nostro è un lavoro di squadra, da considerare le collaborazioni con gli allenatori, tutto per elevare il livello. Il doppio in Davis vale tanto quanto i singolari, abbiamo dei giocatori che hanno fatto storicamente la differenza, come Fabio Fognini. Berrettini e Sinner giocheranno insieme per provare ad avere un piano nuovo, ma naturalmente ci vorrà tempo. Berrettini può migliorare nel programmare la sua stagione, così da essere sempre al 100% dal punto di vista fisico. Sinner ha 20 anni, può migliorare sotto i tutti punti di vista, come nelle variazioni slice e nel gioco a rete; parliamo di un giocatore dal grandissimo potenziale, ma che è già tra 10 migliori al mondo considerando la Race. Musetti ha 19 anni, è più giovane di Sinner e deve fare degli step. Lorenzo sta crescendo soprattutto come uomo”.

Inoltre, anche Paolo Lorenzi ha detto la sua sui talenti del tennis italiano, in evidenza nel corso degli ultimi tempi: Musetti ha un potenziale incredibile, eravamo insieme ad Acapulco e arrivò ad attuare un exploit. Le condizioni di Acapulco sono difficili, lui ha dimostrato di avere grandissime qualità. Deve aver tempo di lavorare tranquillo, avere così tanti talenti aiuta anche ad avere meno pressioni. Sonego è il numero 16 al mondo della Race e quasi lo dimentichiamo. Lui si esalta con il sostegno del pubblico, è migliorato tantissimo, fisicamente inoltre è in grande forma. Abbiamo molti giocatori forti.