Australian Open: Djokovic, ottava sinfonia a Melbourne. La prima volta di Thiem è rimandata

Novak Djokovic - Foto Roberto Dell'Olivo

Novak Djokovic scrive l’ottava sinfonia a Melbourne, difendendo il titolo conquistato lo scorso anno. Il diciassettesimo trofeo dello Slam è uno dei più duri per il serbo, almeno per quanto riguarda la finale: Dominic Thiem si rivela il peggior avversario possibile per il nuovo numero uno al mondo, costretto alla rimonta tra momenti di difficoltà e frustrazione. L’austriaco rimanda il proprio appuntamento con il primo Slam della carriera, ma è solo questione di tempo.

NOLE TORNA NUMERO 1 – Djokovic si prende titolo e primato mondiale, tutto in poche ore. L’affermazione odierna vale il controsorpasso su Rafael Nadal, che solo pochi mesi fa gli aveva scippato il trono. Un’eterna rivalità che sembra destinata – fortunatamente – ad andare avanti per molti anni, con l’insidia di giocatori come Thiem, ormai pronto per vincere il primo titolo. Nel corso del torneo, Nole ha dimostrato di essere tornato lo stretto parente della macchina da guerra che lo scorso anno si prese il trofeo di Melbourne con irrisoria facilità. A parte la finale, con trama diversa ma con il medesimo epilogo, si può parlare di percorso netto anche per il 2020. Un 2020 in cui Djokovic dovrà difendere la prima piazza a partire dalle prossime settimane, con soli 325 punti a dividerlo dal rivale maiorchino.

PRIMA VOLTA RIMANDATA PER THIEM – Una sconfitta che brucia, è vero. Thiem torna a casa con tanti rimpianti, dopo essere stato avanti 2 set a 1 contro un Djokovic nervoso e a tratti parecchio falloso. La prova di forza complessiva mostrata dal giocatore di Wiener Neustadt è l’ennesima riprova di una maturazione definitiva anche su cemento. La terra resta la superficie prediletta dell’allievo di Massu, che al Roland Garros sarà di diritto uno dei favoriti. E chissà che lo Slam parigino non possa rappresentare la prima volta di Dominic: i vincitori Slam negli ultimi 15 anni rimangono 8, ma il prossimo sembra rispondere all’identikit dell’austriaco.

LE DICHIARAZIONI – Per Nole c’è spazio per un ricordo speciale al termine dell’atto conclusivo. Il pensiero va oltre il tennis: “Il 2020 è iniziato male. Incendi, guerre, morti ogni giorno. E poi anche il mio amico Kobe Bryant, una persona con cui ero molto legato, che ci ha lasciati tragicamente. Spero che questo ci serva da avvertimento per stare uniti, con la famiglia e con la gente che amiamo. Noi sportivi giochiamo, ma ci sono cose più importanti intorno”. Thiem invece, tra i vari argomenti toccati, ha speso parole al miele nei confronti dell’avversario odierno: “Vorrei congratulandomi con Novak Djokovic perché stai facendo qualcosa di surreale, tu Nadal e Federer avete portato il tennis a questo livello pazzesco e sono contento di poter competere con voi anche se oggi non è bastato. Spero di potermi prendere una rivincita molto presto”.