Australian Open 2019: Djokovic demolisce Nadal e vince il 15° slam in carriera

Novak Djokovic - Foto Ray Giubilo

Novak Djokovic conquista per la settima volta gli Australian Open! Demolito Rafael Nadal in 2 ore e 6 minuti per 6-3 6-2 6-3 . L’edizione 2019 ha visto un solo uomo dominare lungo l’arco del torneo, e nonostante Nole avesse perso un set, quest’oggi ha dominato come non mai, allungando la striscia a 17 set di fila sul veloce contro un iberico semplicemente impotente contro il serbo, sempre con i piedi nel campo e in una condizione fisica straordinaria. Per la terza volta in  carriera, vince tre Slam di fila a cavallo delle stagioni e quest’anno sognare il Grand Slam non è utopico. Sono 15 gli Slam in carriera per il balcanico, a -2 dallo spagnolo, che non aveva perso set a Melbourne, e -5 da Roger Federer. Sono 7 i successi DownUnder, come nessuno mai: staccati a 6 Roy Emerson e lo svizzero.
La prestazione odierna di Nole è stata sublime, mai messa in discussione dalle soluzioni nulla di Nadal, che non è mai riuscito a scalfire la meravigliosa prestazione del serbo, che consolida il numero 1 al mondo: il mondo è ai suoi piedi. 

CRONACA
PRIMO SET- 
Pronti, via: Nole domina subito la partita, comandando scambi e turni di servizio. Il serbo comincia alla battuta e non perde alcun al servizi, complice due ace di fila. Nadal deve subito rispondere presente in un turno importantissimo ma fa flop: Djokovic sale in cattedra con due risposte radenti, quindi lo spagnolo appare impacciato nei movimenti e subisce il primo break della partita.
L’iberico non trova soluzioni sull’ottimo servizio migliorato del numero 1 del mondo, che sale 3-0 con un altro ace senza sbagliare nulla. Nadal si ritrova in un momento negativo, in una finale dove mai avrebbe immaginato di dover rincorrere subito in qualche modo. Il maiorchino comincia a remare da fondo ma il serbo appare invalicabile, tanto che ottiene un’altra palla break, annullata brillantemente a rete e dandosi una speranza per il primo parziale. Djokovic però, non si fa distrarre e ancora una volta vince a zero il servizio salendo 4-1. Nadal parte costantemente con l’handicap in entrambi i turni, soprattutto nel suo dov’è costretto a rincorrere ma riuscendo ugualmente a salvarsi.
Nonostante ciò, Djokovic non si scalfisce e vince ancora a zero salendo a 4 ace nel primo set: servizio vincente che arriva anche per il classe ’86, che finalmente vince senza patemi il proprio turno di servizio. Ma ormai è troppo tardi: il classe ’87 perde il primo punto di un set perfetto al servizio ma vince il primo parziale per 6 giochi a 3 in 37 minuti.

SECONDO SET- Il secondo parziale sembra una nuova partita per Rafa, che comincia con le idee ben chiare: trovare soluzioni per provare a minare le certezze serbe. Ma sembra pressoché impossibile: Djokovic ricomincia alla grande al servizio con un altro ace e un altro turno a zero. Gli scambi si infittiscono, così come il clima, in cui Nadal radicalmente sembra frustato dal non trovare soluzioni e dalla superiorità avversaria. In qualche modo, salendo a rete, trovare la maniera per salire 2-1 e trovarsi di nuovo al comando del punteggio, anche se per poco.
Nole però non permette allo spagnolo di salire in cattedra in risposta e pareggia i conti. Il serbo non fa trovare ritmo a Nadal, che sembra scarico, soprattutto dal punto di vista emotivo, non riuscendo a fare le stesse cose di sempre, con le proprie abitudini sistematiche sballate. Infatti, Nadal torna ad avere difficoltà al servizio: subito comincia con un doppio fallo, poi, Djokovic cambia marcia e infila due punti di fila con le accelerazioni di rovescio che solo lui sa fare che gli permettono di strappare il terzo break del match.
Rafa ha una reazione nell’orgoglio e trasforma il gioco al servizio di Djokovic in quello più lungo del match fino a questo momento, ma invano: le accelerazioni di Nadal, con il classico punto a sfilettare il paletto, non aiutano lo spagnolo, bensì caricano il serbo che si muove come un ballerino sulla linea di fondo con una forma fisica da applausi. Il break non arriva, anzi: il contraccolpo per Nadal si fa sentire e viene brekkato in un turno che va nei manuali della risposta perfetta.
Djokovic al servizio non trema e trova 3 ace di fila per il 6-2 finale in 3 minuti in più rispetto al tempo impiegato nel primo set.

TERZO SET- Di nuovo Nadal si ritrova a battere per primo e l’atteggiamento cambia: attaccare di più. Nole lo chiama a rete e mentre c’è subito una risposta con un rovescio ad un mano, il serbo si supera subito dopo, quindi incappa in un brutto errore su pallonetto del balcanico. In qualche modo, però si salva a rete per l’1-0. Djokovic al servizio è ancora una volta insuperabile, complice gli errori banali dello spagnolo, che al servizio trova un doppio fallo, che unito ad una saetta di diritto a sventaglio del serbo, danno due palle break al serbo. Nadal riesce per la prima volta nel match a mettere in difficoltà Nole, ma subito dopo, è lui a portarsi dalla difesa all’attacco con una palla corta per mettere in difficoltà la corsa dello spagnolo: è break Djokovic.
Tornati al servizio balcanico, Nadal piazza una gran risposta ma anche errori banali: Nole si carica come non mai con due angolazioni da fantascienza che mandano in visibilio il pubblico. Rafa prova a restare attaccato al match con un ace e salendo a rete mantenendo a 15 il servizio, accorciando per il 3-2. Non funziona niente per lo spagnolo che prova una palla corta che si ferma sul nastro, continuando ad essere mosso avanti e indietro dal serbo. Dal nulla, il classe ’87 cala nell’errore e Nadal ottiene la prima palla break ma prova a strafare e affossa il rovescio in rete: Djokovic, con tre palle di fila, sale 4-2 con la sua solita costanza e freddezza mentale. Nadal parte con l’handicap ma riesce comunque a restare attaccato al match con un ace e due accelerazioni che portano Nole all’errore. 4-3 e partita aperta.
Djokovic al servizio ha qualche pressione in più, sale in cattedra con uno smash, poi Nadal trova un angolo impossibile di rovescio: gli scambi aumentano, Nole ha l’opportunità del 5-3, poi lo spagnolo cambia marcia e spedisce nell’angolo con l’uncino di dritto. Nonostante ciò con fortuna e caparbietà, si aiuta con il nastro sottorete per il 5-3 mortifero.
Nole tira a tutto sul servizio iberico e dopo la risposta del 15-15, arriva una bordata che lo proietta al successo: con qualcosa di disumano, Novak Djokovic al secondo tentativo vince il 7° Australian Open in 2 ore e 6 minuti.