Angelo Binaghi: “Atp vuole che gli Internazionali d’Italia si disputino su 10 giorni”

Angelo Binaghi - Foto Antonio Fraioli

Il fatto che Madrid sia saltato per noi agonisticamente e organizzativamente è un grande vantaggio. Ci hanno anche chiesto di allungare, andare a 96 giocatori, e loro ci pagherebbero la differenza di montepremi. All’Atp abbiamo detto che ne parleremo dopo il prossimo Dpcm perché se entra un po’ di pubblico e possiamo fare tre sessioni in più non solo si bilanciano i conti ma facciamo un regalo a tutti“. Lo ha dichiarato il presidente della Federtennis, Angelo Binaghi, a margine della Giunta del Coni a Roma in merito alle possibili novità sugli Internazionali d’Italia 2020. “L’ATP ci sta sollecitando, e oggi ho scritto al ministro, riguardo il salvacondotto per i giocatori che arrivano a New York che possano non fare la quarantena perché altrimenti non si può giocare – ha aggiunto Binaghi -. In questo Dpcm speriamo che ci venga consentito di ospitare un po’ di pubblico, se non altro quello che può assistere alle manifestazioni all’aperto. Ho letto oggi che il premier ha fatto capire che nel prossimo Dpcm si potranno rimettere in piedi i convegni, anche se noi siamo un convegno un po’ speciale“.

Come sarà la nuova organizzazione con 96 giocatori e 10 giorni di torneo? Per la prima volta il torneo potrebbe non finire di domenica – ha spiegato Binaghi -. Ora che abbiamo due settimane speriamo di prendere due piccioni con una fava: speriamo che possano partecipare coloro che arrivano nella fase finale degli US Open e speriamo anche di poter dare la possibilità a quelli come Nadal, che di solito arrivano in fondo al torneo, di avere un congruo numero di giorni di riposo prima di partecipare a Parigi“. Di grande importanza anche il tema della possibile presenza del pubblico al Foro Italico: “In questo momento non capisco quasi niente di nulla – confessa il presidente della Federtennis -. Ho fiducia nel Governo e mi sembra che i risultati epidemiologici siano positivi rispetto ad altri Paesi come la Francia o la Spagna. Leggendo le dichiarazioni del premier Conte noi siamo molto più assimilabili a un convegno rispetto a una discoteca. Inoltre abbiamo uno sport più equilibrato e meno scalmanato di altri sport dove quando si segna ci si abbraccia. E se non fanno entrare il nostro pubblico per gli altri sarà dura“. “Sulla scorta dei dati approvati dal Governo francese per il Roland Garros, abbiamo presentato al ministro e al Cts una proposta di accesso con posti solo numerati e col 50% della capienza inoltrando anche una richiesta all’Atp per evitare eventuali assembramenti. Il nostro obiettivo è quello di soddisfare più persone possibili“, ha chiosato Binaghi.

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Nato ad Oristano il 2 aprile 1994. Dalla Formula 1 al calcio, passando per tennis, sci alpino e NHL: semplicemente un malato di sport con tanti sogni nel cassetto.