L’angolo del ricordo: Lindsey Vonn, il recupero lampo e l’oro a Vancouver

Lindsey Vonn Lindsey Vonn - Foto Marco Trovati/Pentaphoto

Tre medaglie olimpiche, otto mondiali e quattro Coppe del Mondo in bacheca. Un palmares che pochi nel mondo dello sport possono vantare. La vittoria più bella di Lindsey Vonn, però, è quell’unico oro a cinque cerchi conquistato nel 2010 nella discesa libera di Vanocuver, davanti alla connazionale Julia Mancuso e all’austriaca Elisabetta Gorgl.

Il cammino di avvicinamento alla gara è a dir poco tortuoso per l’americana. A poche settimane dall’inizio delle Olimpiadi, infatti, la presenza di Vonn sulle piste è ancora in fortissimo dubbio. La sciatrice di punta del team a stelle e strisce, infatti, è alle prese con un problema alla tibia che, secondo le previsioni, difficilmente le consentirà di dare il meglio senza correre rischi durante le gare, dove lo sforzo da sostenere è inimmaginabile. Lei stessa non si mostra troppo ottimista, mentre però fa di tutto per accelerare il recupero, mettendosi a riposo completo e sottoponendosi a un impacco dietro l’altro.

Alla fine, però Lindsey Vonn si presenta al cancelletto di partenza, e lo fa per vincere. Prima di lei scende Julia Mancuso, che stampa l’ottimo tempo di 1’44″75, un tempo che potrebbe valere la vittoria. In barba alle condizioni fisiche precarie fino a pochi giorni prima, la sua compagna di squadra Vonn esegue una discesa con la stessa velocità che fin lì le aveva permesso di vincere già cinque gare in questa specialità nella Coppa del Mondo in corso. L’urlo della campionessa all’arrivo, che si lascia cadere a terra carica di gioia, dimostra quanto volesse dire per lei un successo del genere, per la sua portata in condizioni normali e per come aveva lavorato per ottenerlo. E’ il primo oro olimpico conquistato dagli Stati Uniti in discesa, e per Lindsey ha un sapore bellissimo.