INTERVISTA – Pattinaggio, Elisabetta Leccardi: “La Kostner è il mio idolo da sempre”

di - 6 marzo 2018
Elisabetta Leccardi - Foto Andrea Tarelli

Mentre a Sofia, in Bulgaria, prendono il via i Mondiali junior, a Milano si scaldano i motori in vista di quelli Senior, in programma al Mediolanum Forum di Assago dal 21 al 25 marzo.

I dettagli della rassegna saranno illustrati in conferenza stampa mercoledì 14 marzo alle ore 11 presso la Sala Alessi di Palazzo Marino, a Milano, alla presenza del presidente Fisg, Andrea Gios, delle istituzioni comunali e degli atleti azzurri della Nazionale. L’incontro con i giornalisti servirà a spiegare i dettagli della rassegna iridata e rappresenterà pure l’occasione per trarre un bilancio completo dell’avventura olimpica di Pyeongchang 2018.

Sul ghiaccio di Assago, come annunciato nei giorni scorsi, ad affiancare Carolina Kostner tra le Ladies ci sarà Elisabetta Leccardi, all’esordio nella rassegna intercontinentale di massima categoria. Nel corso della stagione ormai agli sgoccioli, l’abbiamo vista trionfare alla Jegvirag Cup, prendersi l’argento al Sofia Trophy, il bronzo agli Assoluti e la quarta posizione al Bavarian Open. Dopo i mondiali, invece, la vedremo all’Egna Spring Trophy, motivo per cui, entusiasta del fatto che la Federazione abbia scelto proprio lei, annuncia che “questo è il momento di migliorare la concentrazione, negli allenamenti e nel perfezionamento dei programmi”. Ecco come, a due settimane dal grande debutto, la pattinatrice milanese, classe 2001, si racconta in esclusiva.

Elisabetta, tracciamo un bilancio della stagione in corso. Hai raggiunto gli obiettivi che ti eri posta all’inizio?
“La prima metà della stagione non è iniziata nel migliore dei modi per colpa di un problema alle caviglie che, per qualche mese, non mi ha permesso di allenarmi ed esprimermi al meglio. Per lo stesso motivo, ho dovuto pure rinunciare ad un paio di gare internazionali che mi erano state assegnate. Malgrado tutto, sono riuscita a salire sul podio nei miei primi campionati italiani da Senior, che era uno degli obiettivi di inizio stagione. Da gennaio in poi, riuscendo a lavorare più duramente, ho migliorato i miei punteggi fino a raggiungere la qualificazione per i mondiali senior. Quindi posso ritenermi contenta, per ora, per tutto il lavoro fatto con i miei allenatori Marilù Guarnieri, Karel Zelenka Junior, Marco Fabbri e Nicoletta Dellerma, con il sostegno della mia società Agorà Skating Team”.

Come sta avvenendo il passaggio dalla junior alla senior?
“Dopo tre stagioni in categoria Junior, senti la voglia di poter gareggiare insieme alle tue pattinatrici preferite, quelle che magari fino all’anno prima vedevi solo in televisione. Inoltre, bisogna dire che la Junior ti prepara molto bene a questo passaggio, perché il livello tecnico e di pattinata di tante atlete Juniores è altissimo. Io, poi, sono sempre stata abituata a gareggiare in categorie superiori rispetto alla mia età, dove spesso ero tra le più giovani, se non la più giovane. So anche che, da ora in poi, le giurie mi valuteranno come un’adulta, quindi devo riuscire a dare sempre di più in pista”.

La vittoria alla Jegvirag Cup, che emozione è stata?
“Alla Jegvirag Cup sono arrivata con l’obiettivo di fare i punti necessari per poter sperare in una qualificazione ai mondiali. Poi è arrivata anche la vittoria, ed è sempre una grande soddisfazione aggiudicarsi una gara, non solo per me, ma anche per chi mi segue da vicino. Inoltre, è stata la mia prima vittoria in una gara Senior, quindi un’emozione particolare, a cui va aggiunta la gioia di aver centrato l’obiettivo principale”.

Delusione per la mancata qualificazione alle Olimpiadi?
“Non la definirei una delusione. Certo, sarebbe stato bellissimo poter partecipare, ma a causa dell’andamento della prima parte della stagione, non ce l’ho fatta a tagliare pure questo traguardo. Sono comunque riuscita a non farmi prendere dalla delusione e a non abbattermi, perché la stagione presentava altre importanti mete da raggiungere, e bisognava guardare avanti. In fondo, sono ancora giovane e spero di avere tante altre occasioni in futuro”.

I due programmi di quest’anno, punti forti e punti deboli.
“Fino ad ora lo short è il programma che ho interpretato meglio, dove ho fatto dei buoni punteggi, e con una maggiore costanza di rendimento. Nel programma libero ho avuto più problemi, ma nelle ultime gare c’è stato un miglioramento. Ci ho lavorato, e ci sto ancora lavorando molto; spero di riuscire ad alzare sempre di più il punteggio, sia nello short che nel free. Per il lato tecnico c’è sempre da migliorare in tutto, devo sicuramente lavorare tanto sull’esecuzione dei salti, cercando di renderli più puliti per far sì che diventino più sicuri, solidi e belli. È un lavoro lungo e che richiede pazienza, in più sto lavorando sulle combinazioni con il Loop”.

Cosa rispondi a chi vede in te l’erede della Kostner?
“Non potrei far altro che ringraziare tantissimo, ma Carolina non è solo una bravissima pattinatrice, lei è arte, e credo che sia difficile avvicinarsi al suo livello. È il mio idolo da sempre, la ammiro moltissimo anche come persona, e penso che come pattinatrice sia insostituibile. Io sto lavorando per andare verso quella direzione, per cercare di avvicinarmi il più possibile a lei e riuscire, come Carolina, ad emozionare chi mi guarda. Inoltre, devo dire che la concorrenza con le altre pattinatrici in Italia non manca, quindi dovrò sempre dare il massimo e anche di più per potermi meritare questo titolo”.

Hai seguito le Olimpiadi in tv? Come giudichi quanto fatto dalla squadra azzurra?
“Penso che l’Italia del pattinaggio abbia fatto una bellissima Olimpiade, e sono molto contenta per i ragazzi che hanno partecipato. Hanno gareggiato benissimo in ogni disciplina: singolo maschile, femminile, coppie, danza. Hanno eseguito dei programmi di altissimo livello, e l’ottimo quarto posto nel team event è la dimostrazione che il nostro pattinaggio può competere con i migliori al mondo”.

Hai già idee per i programmi del prossimo anno?
“Non abbiamo ancora deciso i programmi, ci stiamo pensando. Mi piacerebbe, però, cambiare un po’ genere per quanto riguarda lo short, per far vedere un lato diverso di me al pubblico e ai giudici, e per mettermi in gioco”.

Ti vedremo alle Olimpiadi del 2022?
“Io spero proprio di sì, ho ancora molto tempo per riuscire a migliorarmi e sto lavorando per questo. Sarebbe un sogno che si avvera!”.

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