Biathlon, Tandrevold risponde a Wierer: “Non ho cercato di sabotarla”

Dorothea Wierer - Foto Marco Trovati/Pentaphoto Dorothea Wierer - Foto Marco Trovati/Pentaphoto

Dorothea Wierer, nel corso di un’intervista rilasciata a OAsport, ha parlato dell’inseguimento di Kontiolahti, ultima gara di stagione che al termine le ha regalato la seconda Coppa del Mondo generale consecutiva. La norvegese Eckhoff si è presentata all’ultimo poligono in testa, ma tre bersagli mancati l’hanno fatta precipitare in classifica, dovendo di fatto abbandonare la speranza di vincere la Sfera di Cristallo. Wierer ha raccontato un retroscena proprio sull’ultimo giro: “Non ho realizzato di essere con lei nell’anello di penalità dopo il quarto poligono anche perché ero concentrata sulla mia gara, a testa bassa, senza farmi influenzare. Nell’ultimo giro l’ho vista, insieme abbiamo raggiunto Tandrevold, che è stata avvisata dai tecnici che stavamo arrivando, l’ho intuito dal poco norvegese che conosco“.

A quel punto Tandrevold ha provato a tagliarmi la strada” ha proseguito Wierer, “i norvegesi sono molto furbi, ma ho capito le mosse nonostante abbiano provato anche a pestarmi gli sci, un atteggiamento che mi ha davvero delusa. Nel biathlon non c’è gioco di squadra e tanto meno si danneggiano le gare degli avversari, ma non mi sono fatta prendere dal nervosismo e ho continuato a fare il mio ritmo“.

Queste dichiarazioni sono arrivate anche in Norvegia e prontamente è arrivata la risposta della giovane Ingrid Tandrevold: “È normale che ci siano dei duelli ravvicinati quando si gareggia su piste strette, ma siamo corrette. Nessuno cerca di mettere in difficoltà l’avversaria calpestando gli sci di proposito“. “Naturalmente sia io che Tiril abbiamo provato a battere Dorothea, affinché prendesse meno punti possibili in Coppa del Mondo, ma c’è una bella differenza tra il cercare di stare davanti a qualcuno e il sabotarlo” prosegue la norvegese, molto legata a Tiril Eckhoff, “credo che se ciò fosse veramente accaduto, allora Dorothea ne avrebbe parlato con me dopo l’arrivo anziché rivolgersi ai media diverse settimane dopo. Al termine della gara abbiamo parlato molto tra noi quella giornata. Magari ho capito male io, ma allora mi sembrava fossimo in buoni rapporti“.