Running, Paolo Venturini oltre i limiti: “Correrò 5 ore a -60 gradi in Siberia”

Correre 38 chilometri ad oltre 60 gradi sotto zero. Non è la sceneggiatura di un film, ma l’incredibile impresa sportiva che Paolo Venturini tenterà dal 17 al 22 gennaio in Siberia, nel luogo più freddo della terra. “Monster Frozen“, così è stata ribattezzata l’impressionante prova di endurance, è stata presentata questa mattina presso la Sala Europa dell’ufficio coordinamento e pianificazione delle Forze di Polizia, a Roma. Tra poco più di un mese, all’interno del circolo polare artico, nel cosiddetto polo o triangolo del freddo dove si registrano le temperature più basse del pianeta, l’assistente capo della Polizia di Stato, atleta del gruppo sportivo Fiamme Oro, proverà a unire i villaggi di Tomtor e Ojmjakon, luoghi che detengono il record del freddo.

L’uomo non ha ancora scoperto i suoi limiti. Io sono alla continua ricerca dei miei e voglio sempre a mettermi alla prova in condizioni estreme ha spiegato Venturini – Oltre alle temperature proibitive, troverò un terreno duro come il marmo, dove non si vedono le asperità. E sarà una corsa scomoda anche per l’abbigliamento pesante. Quanto impiegherò per coprire la distanza? Quattro ore correndo a 10 km all’ora, ma calcoliamone circa cinque perché dovrò fermarmi per alcuni controlli e per cambiarmi se i vestiti geleranno. Secondo gli esperti non è possibile resistere cinque ore a quelle temperature: questa è la mia sfida”.

Per Venturini le difficoltà principali deriveranno dal fatto che respirare aria così fredda provoca il congelamento delle prime vie respiratorie, problemi ai denti e agli alveoli polmonari. Per realizzare il primo tentativo di corsa nel luogo più freddo del pianeta, l’atleta delle Fiamme Oro sarà accompagnato da due medici del dipartimento di Medicina dello Sport dell’università di Padova, da un traduttore, un accompagnatore e una troupe televisiva italiana, oltre al coinvolgimento di esperti in medicina del freddo dell’università di Yakutsk. Per monitorare a livello mondiale le temperature che verranno affrontate e altri parametri medici, l’atleta delle Fiamme Oro indosserà inoltre uno speciale termometro che trasmetterà i dati via radio a un computer, anche per permettere la certificazione di una sfida ai limiti dell’impossibile

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Nato il 25 giugno 1982, pochi giorni dopo ho deciso di fare il giornalista sportivo guardando la finale di Wimbledon tra Connors e McEnroe e il terzo trionfo Mondiale dell'Italia. Professionista dal 2010, ho lavorato per la Gazzetta dello Sport, Il Tempo e l'agenzia di stampa Italpress. Amo tutti gli sport, soprattutto i più strani