Pugilato, Domenico Valentino: “A Rio voglio una medaglia” (VIDEO)

Domenico Valentino - Foto Sportface

“Temo solo me stesso”. Se ti chiami Domenico Valentino, professione pugile e stai facendo qualsiasi cosa per qualificarti alla tua quarta Olimpiade consecutiva (Atene 2004, Pechino 2008, Londra 2012) questa frase racchiude tutta la determinazione, l’abnegazione e la voglia di competere del quasi trentaduenne azzurro. Il tutto alimentato dalla fiamma della passione che arde dentro e ti porta a sognare, perché un uomo che non sogna ha già cominciato la sua parabola discendente: “Mi sto preparando per la mia quarta Olimpiade e mi sto preparando molto bene perché ho un sogno nel cassetto, voglio vincere una medaglia”.

Già, la medaglia. Quella medaglia inseguita, accarezzata, ma mai acchiappata nel più grande avvenimento sportivo. Ci è andato molto vicino a Londra, cedendo però al lituano Evaldas Petrauskas nei quarti di finale, ma non è mai riuscito a mettersela al collo. E per un pugile del suo curriculum basta solo questo per andare avanti: “E’ l’unico alloro che mi rimane da vincere, ho conquistato cinque medaglie mondiali, sono stato campione del mondo (Milano 2009), ho bisogno di questa benedetta medaglia olimpica e sto Domenico Valentinofacendo tutto il possibile per arrivarci”. Davvero tutto. Perché Domenico Valentino vuole entrare nella categoria -56kg, ma per farlo deve perdere peso visto che attualmente gareggia nella categoria -60kg (attualmente è a 57.5kg). Segue una dieta ferrea che richiede grande forza di volontà, grande energia e qualche volta tutto ciò può venirti a mancare. Ecco perché teme solo se stesso: “Se sto bene fisicamente e mentalmente ci sono pochi pugili che possono battermi, il mio problema è solo preoccuparmi di me stesso”. Dichiarazioni che possono sembrare presuntuose, ma che invece celano una grande umiltà, perché tre Olimpiadi a Domenico Valentino non sono bastate: “Dopo tre Olimpiadi magari si ci può sentire già sazi, io invece devo cercare di essere il più umile possibile per potere arrivare all’obiettivo”.

E questo i pugili italiani devono saperlo molto bene visto che nella storia hanno portato a casa quarantotto medaglie ai Giochi Olimpici, la quarta nazione più titolata dietro a Stati Uniti, Cuba e Regno Unito. Finora i qualificati sono due in casa Italia: Clemente Russo e Valentino Manfredonia. Italia che sarà quasi certamente orfana del grande Roberto Cammerelle, ma che spera di avere “Mr. Tatoo”, soprannome simpatico datogli dai suoi amici per via dei venti tatuaggi sparsi per il corpo. Venti come gli anni che aveva ad Atene, nel 2004, alla sua prima apparizione olimpica. Dodici anni dopo Domenico Valentino è ancora pronto a lottare e a mettersi in discussione.