Rio 2016, Giovanni Pellielo: “Mi manca l’oro ma so accontentarmi” (VIDEO)

Giovanni Pellielo - Foto Fitav

DALL’INVIATO A RIO DE JANEIRO

Quattro medaglie olimpiche vogliono dire tanto, perché la continuità rende difficile lo sport. Manca il colore più bello, ma sono uno che sa accontentarsi”. Queste le parole di Giovanni Pellielo, medaglia d’argento nel trap all’Olimpiade di Rio de Janeiro, stesso risultato colto ad Atene 2004 e Pechino 2008, mentre a Sydney 2000 il tiratore azzurro aveva chiuso al terzo posto. Un altro oro sfiorato, dunque, perso soltanto allo shoot-off con il croato Glasnovic. “Cosa è mancato in finale? Il bersaglio. Tra l’altro con le vecchie regole avrei vinto la gara, sommando i piattelli ne ho rotti di più”.

Il 46enne Pellielo, però, non ha rimpianti, anzi guarda già avanti, a Tokyo 2020: “Avrò 50 anni, ma se li porto così va bene – ha scherzato il tiratore festeggiato a Casa Italia, a Rio de Janeiro – Albano (il ct Pera, ndr) ha detto che siamo ancora giovani, per cui io ci credo. Ora mi godo questa medaglia, vado avanti serenamente senza intenzione di smettere: per arrivare a Tokyo bisogna fare quanto fatto nell’ultimo quadriennio, conquistare il posto, meritarlo. Per me si tratterebbe dell’ottava olimpiade come D’Inzeo? Sarebbe un sogno: intanto abbiamo il numero 7 sulle giacche, significava tanto”.

Sportface/Italpress

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Nato il 25 giugno 1982, pochi giorni dopo ho deciso di fare il giornalista sportivo guardando la finale di Wimbledon tra Connors e McEnroe e il terzo trionfo Mondiale dell'Italia. Professionista dal 2010, ho lavorato per la Gazzetta dello Sport, Il Tempo e l'agenzia di stampa Italpress. Amo tutti gli sport, soprattutto i più strani