Rio 2016, Pugilato: niente copricapo protettivo per gli uomini

Clemente Russo - Foto Luca Nava

I pugili di sesso maschile non dovranno indossare il copricapo protettivo ai Giochi di Rio 2016. L’International Boxing Association aveva introdotto la novità per i pugili dilettanti nel 2013 e la decisione riguardante la prossima edizione dell’Olimpiade estiva era considerata una formalità. Oggi  però l’executive board del Cio ha chiarito che spettava all’Aiba rendere esecutive le proprie regole, senza interferenze esterne. Secondo il presidente dell’Aiba, Ching-Kuo Wu, sebbene i pugili senza il caschetto siano maggiormente soggetti a tagli, la novità si tradurrà in una diminuzione delle commozioni cerebrali. Le donne continueranno invece ad indossare la protezione della testa. Il casco imbottito era stato introdotto nel 1984, ai Giochi di Los Angeles.

Per ora l’Italia ha soltanto due atleti qualificati per Rio 2016: Valentino Manfredonia nei mediomassimi (81 kg) e Clemente Russo nei massimi (91 kg). Sono ancora tre, però, le possibilità di incrementare il numero di pugili presenti ai Giochi Olimpici in Brasile. Prima chance sarà il preolimpico europeo di Istanbul a fine aprile, che darà qualificazione ai primi tre di ogni categoria. A metà maggio ci sarà il torneo di ripescaggio per gli atleti APB e WSB, a Sofia. Per l’Italia possibilità per Vincenzo Mangiacapre e Domenico Valentino. Ultima chance a Baku, a giugno, data molto vicina ai Giochi Olimpici che si apriranno il prossimo 5 agosto a Rio de Janeiro.