Boxe, Teofimo Lopez perde imbattibilità e cinture: Kambosos Jr. è il nuovo campione dei pesi leggeri

Doveva essere la notte del ko, tra chi ne ha messi a segno 12 su 16 incontri e chi ha vinto prima del limite 10 volte su 19. Alla fine a decretare il vincitore sono stati i giudici ma all’Hulu Theatre del Madison Square Garden di New York lo spettacolo non è certo mancato nel combattimento tra Teofimo Lopez e George Kambosos Jr., che strappa al campione in carica le cinture WBA, WBO, IBF dei pesi leggeri per split decision e lo condanna alla prima sconfitta in carriera. E’ la ventesima vittoria in carriera per l’australiano ma nel prossimo futuro potrebbe esserci un secondo capitolo tra i due pugili. “Ho sempre creduto in me stesso, ho grande rispetto per Lopez ma io vado sempre in trasferta e vinco sempre, sapevo che avrei conquistato le cinture. Ogni volta che entro in palestra, miglioro sempre di più. Questa è la mia notte, dedico questa vittoria a mio nonno che ci ha lasciati due mesi fa, ha detto Kambosos. Lopez al contrario contesta il verdetto, quasi strappando il microfono all’avversario: “Faccio i complimenti allo sfidante, ma ho vinto io stanotte”. 

A New York, Lopez aveva promesso un ko al primo round ma è lui ad andare al tappeto dopo pochi secondi. Teofimo inizia con l’approccio aggressivo del campione in carica da battere, prende il centro del ring e dà inizio ad uno scambio feroce che termina con un gancio destro di Kambosos: Lopez al tappeto ma subito in grado di rialzarsi. Al quarto round papà Lopez chiede al figlio un maggiore uso del jab, la difficoltà è palese, si va oltre le aspettative della vigilia, non solo per lo spettacolo ma anche per la prestazione sensazionale dell’australiano. Teofimo ride alle telecamere, ma è il segno dell’insicurezza. Equilibrata la quinta ripresa, la prima senza un ritmo forsennato. Ma è solo la quiete prima della tempesta. Il volto di Lopez inizia ad essere vistosamente segnato, e anche la sesta ripresa, ricordata soprattutto per un grande gancio destro di Kambosos, sorride allo sfidante. Dall’ottavo round iniziano a palesarsi i primi accenni di riscossa di Lopez, messi in evidenza al nono, la migliore ripresa disputata fino a quel momento dal campione. Guerra totale nel decimo round che fa venir fuori la classe del campione ma anche il carattere dello sfidante: Kambosos è atterrato da un destro di Lopez, che prova a chiudere la contesa ma l’australiano, pur barcollando, resiste e prova a cercare secondi con il clinch. Non c’è il ko, e nell’undicesimo round Lopez sanguina vistosamente dall’arcata sopraccigliare, con tanto di time out per il controllo del medico, ma si va avanti dopo pochi istanti. Equilibrata la dodicesima ripresa, entrambi esultano ma è Kambosos ad imporsi, ad un anno dalla vittoria su Lee Selby. E nel già ricco universo dei pesi leggeri, c’è una stella in più.

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Romano, nato in una calda estate del 1995 mentre la capitale iniziava a scoprire Francesco Totti e Alessandro Nesta. Cresciuto tra la terra e i sassi dei campetti della periferia romana e appassionato di scrittura. Ma tra il pallone e la penna ho scelto un compromesso: scrivere di calcio