Formula 1

Formula 1: le pagelle del GP del Canada

Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen

In Canada Lewis Hamilton ha vinto il suo secondo gran premio consecutivo in questa stagione rilanciandosi prepotentemente nella corsa al titolo. Sebastian Vettel secondo e Bottas terzo.

Ecco i voti semiseri ai protagonisti

Vettel 10.
Si è svegliato il campione del mondo che alberga in lui. Una partenza superlativa che ha scosso i gelidi uomini Mercedes e a seguire una gara martellante. Sabato, il suo sorriso sornione faceva intendere che aveva un asso nella…tuta. Poi ci si è messa la Ferrari con la solita strategia ad capocchiam. Tradito.

Hamilton 9.
Luigino ci fa impazzire: sei giorni la settimana prezzemolino tutte le feste, domenica il fenomeno di F1. Mentre gli altri studiano e prendono appunti, lui fa la bella vita, poi decide di lavorare. Canna la partenza perché altrimenti sarebbe troppo facile. Però si è fatto 40 giri con le stesse gomme. Sale a quota 45 vittorie, dietro solo a Prost (51) e Schumacher (90). Quando il gioco si fa duro, i  duri iniziano a giocare.

Verstappen 8.5.
Brucia Ricciardo in partenza, ma il capolavoro lo fa quando alza un muro davanti agli attacchi del leader iridato Rosberg. Lo tiene a bada per 10 giri facendolo arrabbiare talmente tanto da mandarlo in testacoda. Baby boom con il pelo sullo stomaco.

Bottas 7.
In verità né lui né noi siamo in grado di spiegare come ci è arrivato al podio. Avrà sfruttato gli errori altrui e per una volta la mancanza di quelli della Williams ai box. Colpaccio.

Rosberg 5.
Brutto start, pessima gestione della gara, un pizzico di sfortuna per la foratura e una figura barbina per il mancato sorpasso a Verstappen. Ha dichiarato: “Ero molto incazzato sul momento, lui è stato aggressivo, quasi mi ha spinto fuori. La prossima volta devo essere io a fare in modo di essere quello davanti e lui quello che va fuori. Verstappen? Era al limite quello che faceva”. In pratica non gli va bene nessuno e Luigino è tornato a essere un incubo. Se crolla, meglio che lasci la F1. Venti di guerra soffiano forti.

Ricciardo 5.5.
La vittoria sfumata a Montecarlo ha lasciato il segno. Ha chiuso 7° dopo una corsa poco reattiva. Lo nega ma soffre Verstappen e l’euforia del team intorno all’olandesino. Fattela passare Danielone perché non ti vogliamo vedere così scombussolato.

Raikkonen 5.
Sembra vivere su un altro pianeta, lontano anni luce da Sebastiano. Ripetitivo nelle scuse, svogliato, senza mordente. Nemmeno una piccola sommessa critica alle strategie della Ferrari che puntualmente lo penalizzano. In radio, all’ ingegnere che gli dice «prendila con calma» replica: «non posso farla facile con questi ragazzi dietro». Si trattava di Bottas, Ricciardo e Rosberg. Kimi, dicci cosa vuoi fare perché una stagione così è da licenziamento per giusta causa. In naftalina.

Grosjean 3.
Dite al francesino che se spera di salire su una Ferrari ignorando da doppiato le bandiere blu per far passare Vettel, ci salirà il giorno di poi del mese di mai dell’anno duemilatrecentoventi.

Ferrari 2.
Parole, parole, parole. Fiato alle trombe per il turbocompressore nuovo, per le modifiche alle sospensioni e all’ala posteriore che flette un po’ troppo (cioè ai limiti del regolamento o anche no), e poi ritonfa sempre sulla strategia. Francamente quando lo hanno richiamato all’11° giro per il pit, in molti hanno pensato: “Ma che c….o fanno?”. E infatti hanno  scippato Vettel di una vittoria probabilissima. Un consiglio:  chiedete a noi che da casa siamo più bravi di Rueda, Clear e chiunque altro si occupi della tattica. Prezzo di favore: 21 rate a costo zero.

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