Formula 1

Formula 1, la Red Bull punisce Kvyat: retrocesso in Toro Rosso, al suo posto Verstappen!

Daniil Kvjat - Foto Bruno Silverii

A cinque giorni di distanza dal Gran Premio di Russia, non si è ancora spenta l’eco del fattaccio Kvyat-Vettel. Il doppio tamponamento al ferrarista nelle prime curve della gara è costato carissimo al giovane russo. La Red Bull ha ufficializzato il clamoroso scambio di piloti: Kvyat retrocesso in Toro Rosso e Verstappen promosso al fianco di Ricciardo (che non è detto prenda benissimo la turnazione visto il talento ingombrante dell’olandese). “La formazione ufficiale non comprenderà Daniil Kvyat” ha fatto sapere il team di Milton Keynes. L’olandese sarà sul team maggiore già dal gp di Spagna in modo da calmare Kvyat e salvare l’investimento fatto sul pilota; anche se in realtà si tratta di anticipare una decisione già presa: il prossimo anno Verstappen avrebbe corso per la Red Bull. La scuderia angloaustriaca non ha reso nota la durata dello scambio perchè il regolamento prevede che si possa fare al massimo una sostituzione durante la stagione. Quindi il passaggio è definitivo.

Il team principal Chris Horner ha spiegato: “Max è un talento eccezionale, le sue performance in Toro Rosso sono impressionanti e siamo felici di concedergli l’ opportunità di gareggiare con la Red Bull. Siamo in una posizione unica perchè abbiamo quattro gran i piloti sotto contratto a lungo termine, dunque abbiamo la flessibilità di spostarli tra i due team. Daniil continuerà la sua crescita in Toro Rosso, un team a lui familiare che gli permetterà di recuperare la forma e di mostrare il suo potenziale“. Il russo è a Faenza per il nuovo sedile.

Niki Lauda, presidente non esecutivo alla Mercedes, ha voluto dire la sua: “Non si può guidare in quel modo dando una tal prova di stupidità in pista. È stato stupido, fossi stato in Vettel lo avrei ucciso!”. Intanto Lewis Hamilton, che dopo Sochi è volato alle Barbados e ha fatto il prezzemolino in ogni festa, si è difeso dalle accuse di pensare troppo alle sue attività extra lavoro: “Appena finisce la gara smetto di rimuginare e stacco la spina. Quando succede qualcosa di negativo, la gente si chiude in una stanza a riflettere su cosa è andato storto. Per me non è salutare. E poi il martedì dopo la corsa in Russia ero in fabbrica a Brixworth a verificare i dati. Ho guardato le mail e i report degli ingegneri in volo, con i miei tempi”. In realtà, il tre volte campione del mondo si è velatamente lamentato di non ricevere dal team tutte le informazioni, specie i dati relativi al guasto – al motore elettrico all’MGU-H – accusato in Cina e poi anche in Russia. La Mercedes, invece, con un comunicato sul suo sito ufficiale ha di nuovo smentito di favorire Rosberg per la corsa al Mondiale: “Esiste un solo team, non una squadra di serie A e una di serie B. Se convinciamo di questo anche solo la metà di tutti i paranoici, malpensanti e complottasti, saremo contenti”. La Mercedes avrebbe capito che il problema sulla W07 di Hamilton è stato causato da una crepa su un tubo in carbonio che di conseguenza avrebbe portato a un crollo della pressione dell’acqua. Rosberg invece avrebbe avuto un problema a livello di software all’MGU-K e non strutturale. Nonostante questo ha firmato il giro più veloce in regime di “protezione del sistema ibrido.

Tra una settimana il GP di Spagna sul circuito di Barcellona.

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