Tokyo 2020, Viviani: “Essere portabandiera un’emozione per la vita, ai Giochi al 110%” VIDEO

Io portabandiera? Quando l’ho saputo ero impegnato in una tappa del Giro d’Italia in salita che non amo. Ma mi sono sentito leggerissimo e ho scalato le montagne più facilmente del normale. Questo spiega quanto grande sia stata la mia emozione”. Queste le dichiarazioni di Elia Viviani, medaglia d’oro nell’omnium alle Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016 e fresco di nomina da portabandiera per i Giochi di Tokyo. “Tutti i compagni di squadra sono stati felici e io sono orgoglioso di essere stato scelto dai grandi campioni italiani insieme a Jessica Rossi – ha detto ai nostri microfoni – Sarà differente da una vittoria, sarà un’emozione che mi porterò dentro come persona per tutta la vita, sarà bello entrare allo stadio con tutti quegli atleti e con la squadra azzurra a coprirmi le spalle. Dal punto di vista agonistico, le sensazioni sono ottime. Al Giro non è arrivata una vittoria ma sono sereno e a Tokyo sarò al 110%“. Sarà un’Olimpiade diversa dettata dalle regole per la prevenzione del contagio: “Arriviamo da Rio, con una Olimpiade calorosa e con grande movimento. A Tokyo per ovvi motivi ci saranno restrizioni e controlli, non ci si potrà muovere. Sarà una vita: pista-camera-gara. Poi se dovesse arrivare una medaglia, sarà assaporata come in qualsiasi altra Olimpiade”, ha concluso.

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Giornalista pubblicista romano classe ‘95, è laureato in Scienze della Comunicazione e sviluppa in campo e alla tastiera le sue passioni per tennis e calcio più o meno da quando è nato. Profondo estimatore di David Ferrer, del sushi e di Cesare Cremonini, riassume le proprie intuizioni (si fa per dire) su Twitter e consuma le restanti energie svolgendo il ruolo di caporedattore di OkCalciomercato.it. “Ma qualcuno deve pur farlo…”