Tokyo 2020, Bach: “Viviamo in un mondo fragile. Cerimonia momento di gioia e sollievo”

Thomas Bach Thomas Bach - Foto Sportface

“Come mi sentirò entrando allo stadio per la cerimonia di apertura? Non sono un profeta. Vedremo. Penso che la cerimonia di apertura delle Olimpiadi sarà un momento di gioia e sollievo“. Sono queste le parole di Thomas Bach, presidente del CIO, alla vigilia della cerimonia di inaugurazione di Tokyo 2020. Bach ha parlato di “una sensazione di sollievo perché la strada per questa cerimonia non è stata delle più facili. Il movimento olimpico è al centro della società – ha aggiunto – e non viviamo in un mondo tranquillo, viviamo in un mondo molto fragile: dobbiamo reagire a questo e trovare la strada giusta per il movimento olimpico”. 

Il numero uno del Comitato, a margine di una conferenza per Brisbane 2032, ha parlato di gioia in particolare per gli atleti, perché so quanto desiderano questo momento e possono finalmente goderselo in circostanze molto speciali. E una sensazione di sollievo perché la strada per questa cerimonia di apertura non è stata delle più facili. C’è un detto che dice: ‘se senti questo tipo di sollievo, ci sono pietre che cadono dal tuo cuore, quindi se senti alcune pietre che cadono poi forse vengono dal mio cuore'”.

Bach ha poi tirato le somme dei suoi primi mandati, con un occhio al prossimo decennio del movimento olimpico: “Pensavo che a partire da Tokyo avremmo avuto un periodo tranquillo. Incrocio le dita per il resto del mio mandato, e ancor di più per il mio successore. Il movimento olimpico è al centro della società e non viviamo in un mondo tranquillo, viviamo in un mondo molto fragile, e quindi dobbiamo reagire a questo e trovare la strada giusta per il movimento olimpico”. “Ma vedremo – ha concluso – una volta finita la crisi sanitaria, ci saranno conseguenze politiche, economiche e sociali. Negli ultimi due anni c’è stato un movimento all’interno del CIO per creare stabilità e abbiamo cercato di rendere le nostre procedure più flessibili per creare stabilità in questo mondo turbolento e fragile”.