Un’Italia da 8 e l’incredibile sensazione di valere ancora di più

Olimpiadi PyeongChang 2018 - Arianna Fontana Arianna Fontana -Foto Pentaphoto / Giovanni Auletta

Diciassette medaglie, miglior risultato dopo Lillehammer 1994. Nona potenza al mondo per numero di podi, meglio della Francia e della Svizzera, al pari dei Paesi Bassi. Addirittura settima posizione considerando i piazzamenti nelle top ten di ogni gara. Dopo i record di Tokyo, con 40 medaglie come mai nella storia a cinque cerchi, l’Italia Team archivia i Giochi invernali di Pechino con un altro risultato eccellente e una strana sensazione: si poteva fare addirittura meglio.

Incredibile a dirsi, guardando alle ultime edizioni delle Olimpiadi invernali: dalle difficoltà vissute a Vancouver 2010 (cinque medaglie) appena quattro anni dopo l’edizione casalinga di Torino, alle delusioni di Sochi 2014 (0tto medaglie senza neppure una vittoria) passando per la rinascita di Pyeongchang 2018, quando la spedizione tricolore raccolse 10 medaglie con i tre ori delle splendide Fontana, Goggia e Moioli, il lavoro impostato negli ultimi nove anni dal Coni insieme alle due federazioni invernali, Fisi e Fisg, ha dato soddisfazioni oltre le piú rosee previsioni. Frutto del progetto impostato dal presidente Giovanni Malagò insieme al responsabile della preparazione olimpica, oggi anche segretario generale Carlo Mornati, dopo l’edizione russa, alla luce di prestazioni deludenti. Una pianificazione eccellente che ci ha portato a triplicare il numero di medaglie nell’arco di 12 anni, migliorare addirittura la rassegna casalinga di Torino (quando chiudemmo con 11 podi) e lasciarci persino l’amaro in bocca.

Il motivo è chiaro: l’Italia saluta Pechino con due sole vittorie. Una pronosticata ma non per questo meno emozionante, la conferma della fuoriclasse Arianna Fontana nei 500 metri; l’altra sorprendente solo per come è arrivata, con un percorso netto incredibile per un torneo di curling, ma le potenzialità della coppia Costantini-Mosaner erano ben note agli appassionati di uno sport che, durante le due settimane olimpiche, ha stravinto il titolo della disciplina più seguita dal pubblico italiano, come dimostrano i dati del nostro sito. Malagò avrebbe voluto almeno 4 ori per migliorare il bottino ottenuto quattro anni fa e forse per questo ha dato un 7,5 all’Olimpiade tricolore.

Per noi, però, Pechino 2022 vale un 8 pieno, perché le attese tricolori sono state rispettate pienamente, così come la previsione fatta da Matteo Di Gangi e Deborah Sartori alla vigilia dei Giochi. Delusioni ce ne sono state e nelle nostre pagelle trovate un’analisi dettagliata delle prestazioni dell’Italia Team, ma è impossibile non considerare eccellente una spedizione da record soltanto perché Sofia Goggia ha dovuto rinunciare a due medaglie d’oro, “accontentandosi” di un argento miracoloso per quanto accaduto a fine gennaio. Nel valutare un movimento e il lavoro di preparazione, a nostro avviso bisogna guardare al numero degli atleti competitivi e in questo senso i 62 piazzamenti in top ten, settimo posto assoluto nel mondo, valgono oro.

In conclusione, è doveroso per me e per il direttore responsabile Alessandro Nizegorodcew ringraziare i tantissimi lettori, appassionati di sport, che hanno seguito Sportface.it anche in questa edizione olimpica. Abbiamo ricevuto tanti complimenti, pubblici e privati, che giriamo totalmente alle ragazze e ai ragazzi che hanno offerto, con passione e impegno, una copertura totale dei Giochi, sul sito e su tutti i nostri social network, con numeri ancora una volta da record che ci spingono ad andare avanti con ancora maggiore entusiasmo. Milano-Cortina 2026 è vicina, Parigi 2024 vicinissima, ma prima concentriamoci sul 2022, iniziato alla grande per i colori azzurri e pieno di importanti avvenimenti sportivi.

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Nato il 25 giugno 1982, pochi giorni dopo ho deciso di fare il giornalista sportivo guardando la finale di Wimbledon tra Connors e McEnroe e il terzo trionfo Mondiale dell'Italia. Professionista dal 2010, ho lavorato per la Gazzetta dello Sport, Il Tempo e l'agenzia di stampa Italpress. Amo tutti gli sport, soprattutto i più strani