Nuoto di fondo, World Series Abu Dhabi: Paltrinieri spinge la staffetta mista alla vittoria

“Nel fondo darò una mano alla staffetta. Ma troppo impegnativo fare tutto”. Lo aveva detto Gregorio Paltrinieri in un’intervista alla Gazzetta dello Sport e lo ha ripetuto dopo la gara: “Domani non farò la 10km“. Detto fatto, iniziano nel migliore dei modi per gli azzurri le World Series di nuoto di fondo (15-16 dicembre) ad Abu Dhabi. L’Italia si è imposta nella staffetta 4×1.5 km in acque libere. Per gli azzurri in acqua Martina De Memme (17’23”8), Giulia Gabbrielleschi (17’24”6), Domenico Acerenza (16’10”6), Gregorio Paltrinieri (15’49”9), nella veste del protagonista con il confronto con l’ungherese Kristof Rasovszky. L’olimpionico azzurro ha chiuso con il crono di 1h06’49”1 davanti all’Ungheria (1:06:51.7) e alla Germania (1:07:29.0) di Florian Wellbrock.

Soddisfatto Greg: “Qui le condizioni sono sempre ideali: acqua calma e calda. Insomma è un piacere gareggiare ad Abu Dhabi. Sapevo che sarei arrivato allo sprint con Rasovszky e nel finale ho dovuto strappare perchè lui ha uno spunto notevole in volata. E’ andata bene. Adesso il mondiali in vasca corta: cercherò di fare il possibile. Speriamo bene: ho lavorato tanto”.

Altro successo per la formazione che ha vinto l’oro europeo a Budapest lo scorso maggio, con l’eccezione di De Memme (assente Rachele Bruni) che spiega di aver dato il100%, è stato emozionante vincere. Sono stata lontana dalle gare per tanto tempo e per me queste sono grandi soddisfazioni“. Gioia anche per Giulia Gabbrielleschi: “Ho visto che la Germania si era staccata e ho pensato all’Ungheria: Sono contenta di aver dato un buon cambio a Mimmo (Acerenza ndr)”. E quest’ultimo mette in risalto il valore del gruppo: “Tanta fatica, ma quando si gareggia in squadra è sempre stimolante. Noi fondisti abbiamo solo questa occasione per farlo: vincere tutti insieme è bellissimo – spiega il lucano – La nostra è una squadra forte e molto affiatata. Credo che in acqua si veda“.

L’autore: /

Romano, nato in una calda estate del 1995 mentre la capitale iniziava a scoprire Francesco Totti e Alessandro Nesta. Cresciuto tra la terra e i sassi dei campetti della periferia romana e appassionato di scrittura. Ma tra il pallone e la penna ho scelto un compromesso: scrivere di calcio