Julio Velasco: “Nel nostro sport non c’è maggior rischio contagio”

NO FOTO Julio Velasco - Foto Hamed Malekpour CC-BY-4.0

“Non faccio pressioni affinché la pallavolo inizi prima, giocheremo quando si potrà, ma subiremmo un danno se passasse il concetto che nel nostro sport c’è un rischio di contagio più grande di altri. Diciamo che c’è stato un malinteso, non perdo tempo nemmeno a spiegare perché”. Questo il commento a Sky Sport 24 di Julio Velasco, ex ct della Nazionale italiana di volley e attuale tecnico federale. Il 68enne guarda al passato con soddisfazione, visto che sotto la sua gestione l’Italvolley ha vinto due mondiali e tanti altri titoli negli anni ’90: “Quest’anno festeggeremo i 30 anni dal Mondiale del Brasile. C’è il coronavirus che complica le cose, ma prima o poi ci riuniremo: abbiamo vissuto anni straordinari, dal punto di vista sportivo e umano. Quando ho preso la Nazionale, nessuno pensava che potessimo diventare campioni del mondo, si diceva anzi che a noi italiani mancava sempre qualcosa per il bicchiere pieno. Invece l’Italia ha tutto sportivamente, è ricca di impianti e di giovani desiderosi di fare e che bisogna saper motivare”.

Velasco è l’attuale direttore tecnico del settore giovanile Fipav e dunque ha dovuto allontanarsi dal campo: “Se mi manca l’adrenalina del campo? Magari tra sei mesi o un anno mi verrà una crisi d’astinenza, ma al momento non mi manca. Di solito, quando volto pagina lo faccio completamente, ora insegno agli altri allenatori e mi sento molto appagato. Volevo anche gestire il mio tempo, e una squadra non lo permette: non sono mai riuscito ad avere una grande vita fuori dal lavoro e volevo più tempo mentalmente. Ora sono molto motivato nel lavorare con i giovani”.