Tania Cagnotto si ritira: “Niente Tokyo. Ho scelto la famiglia”

Tania Cagnotto - Rio 2016 - Foto Mezzelani/Gmt

Tania Cagnotto si ritira. O per dirla a modo suo, ha scelto “la vita, la famiglia”. La tuffatrice europea con il maggior numero di podi in carriera ha deciso di annunciare la sua decisione con un post sul suo profilo Instagram ufficiale: “Eccoci qui – ha esordito – vi avevo detto che verso settembre avrei deciso se continuare o meno la mia strada verso Tokyo. E’ stata una scelta davvero difficile. Da una parte la voglia di partecipare alla mia 6ª olimpiade da mamme con il grande sogno di portare la bandiera e dall’altra il desiderio di allargare la famiglia. Ebbene si, questa volta ho scelto la vita, la famiglia e poco dopo il destino ha voluto regalarmi una nuova vita dentro di me, già felice per la mia scelta”.

Poi un pensiero ai fan: “So che molti di voi volevano vedermi ancora una volta sul trampolino e mi spiace di avervi deluso ma in questo lockdown, come sarà successo a tanti altri, ho avuto tempo di riflettere e capire cosa fosse più importante per me. Non avevo più quella forza di volontà (che per 20 anni mi ha guidato) di impegnarmi e sacrificarmi nel modo in cui un olimpiade lo richiede! Ho sempre onorato tutte le Olimpiadi e non potevo non farlo anche questa volta”. C’è spazio anche per un ringraziamento a Francesca Dallapé per “avermi convinta ad affrontare questa sfida pazzesca e di avermi fatto tornare a sognare qualcosa in grande come un’Olimpiade da mamme“.

Poi la conclusione: “E ancora una volta grazie a tutti voi, che avete ricreduto in me, voi che mi avete dato la forza di rimettere in moto la macchina, voi che mi avete sempre sostenuto con messaggi di stima e affetto! Vi prometto che vi renderò ancora partecipi della mia vita e comunque questo è solo un arrivederci al mondo dei tuffi perché credo di poter dare ancora qualcosa in un’altra veste“. E infatti la promessa finale è da brividi: A Maya servirà un’allenatrice. E che allenatrice. In bocca al lupo.

About the Author /

Romano, nato in una calda estate del 1995 mentre la capitale iniziava a scoprire Francesco Totti e Alessandro Nesta. Cresciuto tra la terra e i sassi dei campetti della periferia romana e appassionato di scrittura. Ma tra il pallone e la penna ho scelto un compromesso: scrivere di calcio