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Olimpiadi 2026, è arrivato il momento della verità: M5S spinge per il no

Giancarlo Giorgetti
Giancarlo Giorgetti - Foto Sportface

Il giorno della scelta sulla candidatura unitaria italiana per le Olimpiadi del 2026 è arrivato. Martedì alle 14 il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega allo sport Giancarlo Giorgetti renderà nota la posizione del governo sul tridente Milano-Cortina-Torino scelto dal Coni per convincere il Comitato olimpico internazionale a credere nell’Italia dopo i due ritiri di Roma per i Giochi estivi 2020 e 2024. Le ultime dichiarazioni certo non inducono all’ottimismo, perché ancora una volta il Movimento 5 Stelle, come già accaduto con l’amministrazione capitolina guidata da Virginia Raggi due anni fa, si è messo di traverso attraverso le parole di Simone Valente, scagliatosi contro il sindaco di Milano Giuseppe Sala.Richiedendo che il brand olimpico ricada esclusivamente o in maniera più visibile su Milano – ha dichiarato il sottosegretario ai Rapporti col Parlamento parlando del primo cittadino del capoluogo lombardo – Sala formalizza di fatto una pretesa insostenibile per tutti coloro che fino ad oggi avevano lavorato con grande impegno a un progetto unitario. È arrivato il momento di mettere un punto fermo su questa situazione paradossale: non è possibile procedere quando determinate condizioni proposte da Coni e Governo non sono sostenute da una città così importante come Milano”.

Non contesto le opinioni, anzi ognuno è libero di esprimere il proprio pensiero e deve farlo – ha replicato Sala – Ma le mie posizioni sono sempre rimaste le stesse e basta leggere le mie parole di fine luglio per vederlo”. In realtà la posizione del sindaco di Milano rispetto alla candidatura unitaria per le Olimpiadi del 2026 si è addirittura ammorbidita nelle ultime settimane: nell’incontro di luglio al Coni Sala, forte dell’esperienza fatta con Expo 2015, aveva chiesto di poter avere un ruolo importante nell’organizzazione dell’evento, mentre nel messaggio inviato oggi al sottosegretario Giorgetti ha decisamente abbassato il tiro, sottolineando come la gestione delle Olimpiadi debba ricadere solo sul governo per evitare un impasse. L’unica richiesta del sindaco di Milano resta dunque quella legata alla valorizzazione del brand attraverso la massima visibilità per il nome del capoluogo lombardo, certo più noto a livello internazionale rispetto a Cortina e Torino. Una valutazione peraltro condivisa dal Cio, che non a caso ha assegnato proprio a Milano l’organizzazione dell’assemblea del settembre del prossimo anno, quando verranno anche assegnate le Olimpiadi invernali del 2026.

Ci sarà anche l’Italia tra le candidate? Di sicuro non il Giappone, perché Sapporo si è ufficialmente ritirata dalla corsa. Restano dunque Calgary, Stoccolma e la turca Erzurum, tutte alle prese con differenti problematiche. Il tridente Milano-Cortina-Torino partirebbe decisamente favorito per l’assegnazione dei Giochi 2026, ma martedì il governo potrebbe spegnere ancora una volta i sogni dello sport italiano.

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