Mondiali 2018: Russia, manita all’Arabia Saudita. La rivincita di Cheryshev e i rimpianti dell’Italia

di - 14 giugno 2018
Putin e Bin Salman FOTO TWITTER

Dopo tanta attesa, finalmente è stato il campo a parlare. Lo ha fatto in maniera chiara e netta, con la Russia che ha letteralmente schiantato l’Arabia Saudita grazie a una manita che fa schizzare alle stelle i rimpianti e la rabbia per l’assenza dell‘ItaliaIniziano così i Mondiali 2018, con una partita senza storia dal primo all’ultimo minuto tra le due selezioni dal ranking peggiore in questa edizione. Gli azzurri no, loro sì. Loro, ovviamente, sono i Figli del Deserto, soprannome mai più azzeccato se si associa all’elenco dei tiri in porta dei mediorientali al Luzhniki. Deserto, appunto, per la prima volta nella storia della Coppa del mondo.

ASTA PER GOLOVIN – Troppo poca Arabia per la Russia, insomma. Per il resto, brilla la stella di Aleksandr Golovin, autore di due assist al bacio e un gran gol su punizione. Una notizia positiva e allo stesso tempo negativa per la Juventus: se da una parte il russo non sembra essere un bluff estivo e il talento sul quale investire pare concreto, dall’altra, dopo una buona prestazione contro un avversario mediocre, ma in una vetrina come questa, la sua valutazione è destinata a salire inesorabilmente.

UNA RIVINCITA – Il giovane numero diciassette non è l’unico attore protagonista nella serata di Mosca. Denis Cheryshev, ricordato da molti esclusivamente (e ingiustamente) per essere stato inserito da Rafa Benitez in un match di Copa del Rey ai tempi del Real Madrid nonostante fosse out per squalifica, causando la clamorosa sconfitta a tavolino ai blancos, è l’uomo copertina. Il numero sei dell’Armata Rossa scende in campo anche oggi, stavolta subentrando al posto dell’infortunato Dzagoev, e l’esito finale è ben diverso: il giocatore del Villarreal mette a segno due gol bellissimi e si porta al primo posto – decisamente momentaneo – nella classifica marcatori del torneo. Una personalissima rivincita.

EL GASICO SUGLI SPALTI – E se in campo la distanza tra le due squadre è un po’ come quella che separa Kaliningrad ed Ekaterinburg, sugli spalti i capi di stato non sono mai stati così vicini e in sintonia. Poco importa se la sua Arabia è uscita con le ossa rotte dal confronto sul campo in quello che è stato già ribattezzato ironicamente “El Gasico”, per il principe Bin Salman è tempo di guardare al futuro. Il progetto Vision 2030 non può aspettare, e gli accordi con Vladimir Putin per alcuni investimenti sono già stati presi. A suggellarlo, mentre sul terreno di gioco si andava plasmando la manita finale, una stretta di mano tra i due che diventa l’immagine simbolo di questa prima giornata dei Mondiali 2018: in mezzo, un divertito Gianni Infantino che tiene fede alla proverbiale neutralità svizzera. Squilibri in campo, equilibri geopolitici: l’avventura in Russia comincia così, ma il bello deve ancora iniziare.

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