Hockey prato: Italia sogno Tokyo infranto, la Germania domina anche nel ritorno

Italia hockey prato La nazionale italiana di hockey su prato - Foto Mezzelani/GMT

DALL’INVIATO A MOENCHENGLADBACH

In un’amara domenica di novembre svanisce il sogno olimpico per le azzurre dell’hockey su prato. Niente da fare per la Nazionale italiana femminile di Roberto Carta che a Moenchengladbach subisce il doppio ko andata/ritorno di fronte alla corazzata tedesca. Forte del sostegno del proprio pubblico, giunto in massa in questo weekend con finestra su Tokyo, la Germania legittima la posizione nel ranking e dopo il 2-0 dell’andata si impone per 70 nel ritorno per un complessivo 9-0 che non lascia spazio a interpretazioni. Supremazia e leggerezza mentale per le tedesche, insomma: troppa Germania per un’Italia sofferente e anche un po’ sprecona nelle poche occasioni capitate in zona offensiva.

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LA CRONACA – La giornata domenicale non inizia nel migliore dei modi per l’Italia che dopo soli due minuti va sotto di due reti. Un rapido uno-due a firma di Lorenz (eletta MVP a fine gara) e Pieper porta la Germania avanti 2-0 grazie a una rete siglata in ripartenza e un’altra grazie al corner corto. Poi all’ottavo arriva il tris tra le polemiche: l’Italia reclama un corto non concesso dagli arbitri, il gioco prosegue e Lorenz trova in area Micheel che colpisce efficacemente per il 3-0.

Nel terzo quarto arriva il 4-0 delle tedesche a firma di Grave con il più classico dei contropiedi e tre minuti più tardi, su un corner battuto velocemente, c’è il tap-in di Pieper per il 5-0. Sotto la fitta pioggia di Monchengladbach l’Italia prova a rispondere alle avversarie e al 45′ colpisce un clamoroso palo interno con Carosso, trovatasi tutta sola in area. Nel finale di gara, sull’onda dell’entusiasmo, la Germania trova altre due reti con Grave e con Maertens sulla sirena. Cala il sipario in terra tedesca: l’Italia abbandona il campo da gioco con un’altra sconfitta e saluta il sogno olimpico.

IL COMMENTO DEL PRESIDENTE MIGNARDI

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Nato il 25 giugno 1982, pochi giorni dopo ho deciso di fare il giornalista sportivo guardando la finale di Wimbledon tra Connors e McEnroe e il terzo trionfo Mondiale dell'Italia. Professionista dal 2010, ho lavorato per la Gazzetta dello Sport, Il Tempo e l'agenzia di stampa Italpress. Amo tutti gli sport, soprattutto i più strani