Biathlon: i Boe dominano, Fourcade deve riscattarsi. Dove possono arrivare gli azzurri?

Lukas Hofer Lukas Hofer - Foto Pierre Teyssot/Pentaphoto

Sono state tre tappe senza storia quelle che hanno aperto la Coppa del Mondo 2019/2020 di biathlon. Johannes Boe è ancora più schiacciasassi degli anni scorsi, e l’apassionante testa a testa con Martin Fourcade che tutti speravano di vedere non farà parte della narrazione di questa stagione.

La classifica generale, infatti, ha un solo padrone, e il più vicino al campionissimo norvegese è suo fratello, Tarjei Boe. Al terzo posto c’è un francese, ma non è Fourcade. Il transalpino che prova a tenere botta si chiama Quentin Fillon Maillet, ed è uno dei pochi che ha dato filo da torcere ai due scandinavi in qualche occasione. La lotta al titolo, nonostante quello che ci dice la graduatoria, è però più aperta che mai. Johannes Boe, secondo quanto affermato da lui stesso, dovrebbe fermarsi per il mese di gennaio per la nascita di suo figlio. Se quanto detto dal campione in carica dovesse essere rispettato, un pensierino per la sfera di cristallo potrebbero farlo in molti. Lo stesso Fourcade, al momento quarto e staccato di molto dalla prima posizione, con un deciso cambio di passo potrebbe rimettersi in carreggiata e ribaltare la situazione. La rimonta al momento pare comunque difficile, perché dietro a Johannes ci sono due biatleti che al momento hanno dimostrato di essere molto più in forma di Martin, il quale anche nella mass start non è apparso tra i migliori, chiudendo a fatica al quinto posto.

E gli italiani come sono messi? La squadra azzurra ha portato a casa un prezioso bronzo nella staffetta maschile di Ostersund, ma anche i migliori azzurri non possono competere singolarmente con i big. E’ stato un ottimo inizio di stagione per Lukas Hofer, che con una percentuale al tiro di poco superiore all’80% e la solita abilità sugli sci si è conquistato l’undicesima piazza in classifica dopo la tappa di Annecy-Le Grand Bornand. L’obiettivo più realistico per l’altoatesino è la top 10 finale, non facile da raggiungere ma tutt’altro che impossibile. Un po’ più indietro c’è Dominik Windisch. L’azzurro, oro nella mass start agli ultimi mondiali, è diciassettesimo in classifica grazie a un rendimento piuttosto costante nei risultati, mentre al tiro c’è ancora qualcosa da aggiustare. Anche per lui arrivare tra i primi dieci sarebbe un grande risultato.