Australian Open 2022, dodicesima giornata: Berrettini può poco contro Nadal, incubo Medvedev per Tsitsipas

Matteo Berrettini Matteo Berrettini - foto Ray Giubilo

La finale degli Australian Open 2022 sarà tra Rafa Nadal e Daniil Medvedev, in un remake dell’atto conclusivo degli Us Open 2019. Sono state proprio le semifinali maschili il piatto forte della dodicesima giornata di quest’Happy Slam che sta volgendo al termine.

NADAL-MEDVEDEV: DATA, ORARIO E COME SEGUIRE IN DIRETTA LA FINALE

Il primo a staccare il pass per la finale è stato Nadal, che si è imposto con il punteggio di 6-3 6-2 3-6 6-3 ai danni di Matteo Berrettini. Quest’ultimo, primo italiano di sempre in semifinale a Melbourne, è stato sconfitto in 2h55’ di gioco e, nonostante il punteggio sia piuttosto severo, in realtà ha poco da rimproverarsi. Qualcuno potrebbe obiettare che Matteo ha ceduto un po’ troppo facilmente, se non addirittura regalato, i primi due set. La verità è che è stato lo spagnolo a conquistarli con un tennis perfetto, privo di errori e di altissima intensità. Sì, forse Berrettini poteva entrare prima in partita, ma non dimentichiamo che Nadal ha già 20 slam in bacheca e di sfide del genere ne ha giocate a palate. Quelle di Matteo invece si contano sulle dita di una mano ed è proprio per questo che bisogna fare tesoro di match di questo tipo. Come giustamente detto dall’azzurro in conferenza stampa, per “imparare e farmi trovare pronto la volta dopo”.

Detto ciò, oltre a questi due set appannaggio di Nadal, se ne sono disputati altri due in cui Matteo è stato eccome in campo. Il terzo lo ha portato a casa in bellezza, reagendo da top player e inventandosi anche colpi come questo QUI. Nel quarto, invece, ha avuto qualche piccola occasione ma non l’ha sfruttata ed ha finito per cedere. Fare mea culpa è sacrosanto e Berrettini è stato il primo a farlo. Quando dall’altra parte della rete c’è una leggenda, però, certe volte il massimo che si può fare è costringerlo a giocare il suo miglior tennis. E spesso neanche basta.

LE PAROLE DI BERRETTINI

LA CRONACA DEL MATCH

HIGHLIGHTS

TABELLONE

MONTEPREMI AUSTRALIAN OPEN

CALENDARIO, PROGRAMMA E TV

Termina dunque in semifinale il percorso di Berrettini, ovviamente amareggiato per la sconfitta ma sicuramente felice per com’è iniziata la stagione. Una contentezza ancora maggiore se si pensa a com’è finita la precedente di stagione, ovvero con le lacrime e il ritiro a Torino. Matteo è apparso in gran forma dal punto di vista fisico (facendo tutti gli scongiuri del caso) ed ha dimostrato di avere il tennis per giocarsela con tutti i migliori. Ora testa alla terra rossa in Sudamerica per proseguire la stagione nel migliore dei modi. Terra rossa tanto amata da Nadal, ma che dovrà aspettare per rivedere il maiorchino in azione. Rafa dovrà infatti disputare la sua 29^ finale slam in carriera, la 6^ agli Australian Open.

Su un campione come lo spagnolo si potrebbero dire tantissime cose, ma per evitare di dilungarsi eccone due che riassumono un po’ ciò che sta vivendo. La prima è la sua risposta alla domanda se giocare con il tetto chiuso lo avesse in qualche modo infastidito. “Sei mesi fa non sapevo neppure se sarei tornato a giocare a tennis, non posso lamentarmi” ha chiosato Rafa, che oltre all’infortunio ha dovuto fare i conti anche con il Covid-19 ma è tornato e lo ha fatto in bellezza. La seconda sono le sue lacrime a fine partita, che testimoniano quanto sia stato difficile il post Roland Garros ma anche quanto ci tenga un giovincello di 36 anni come lui, che ancora si diverte a viaggiare per il mondo ed a sprintare per il rettangolo di gioco. Il secondo titolo in Australia sarebbe la ciliegina sulla torta, ma la verità è che i risultati passano in secondo piano quando si parla di un fenomeno di tale spessore – capace di mettere d’accordo tifosi e non – sulle sue qualità umane.

TABELLONE MASCHILE

TABELLONE FEMMINILE

MONTEPREMI AUSTRALIAN OPEN

CALENDARIO, PROGRAMMA E TV

Ha rispettato il pronostico della vigilia anche l’altra semifinale, in cui Daniil Medvedev ha sconfitto Stefanos Tsitsipas. 7-6 4-6 6-4 6-1 lo score finale, maturato in 2h30’, che ribadisce quanta fatica faccia il greco contro un avversario del genere, specialmente lontano dalla terra rossa. Un risultato che conferma anche come Medvedev sia ormai una certezza a livello Atp. Basti pensare che prima di lui solamente Andy Murray, dopo aver vinto il primo slam della carriera, aveva raggiunto la finale anche nel seguente major disputato. Terza sconfitta in altrettante semifinali a Melbourne per il greco (secondo anno di fila per mano di Medvedev, contro cui è sotto 2-7 nei precedenti), che forse ha raccolto meno di quanto meritasse in avvio. Stefanos ha infatti giocato alla pari con il suo avversario per quasi tre set, prima di sciogliersi nel finale. Neppure il sostegno del pubblico, schierato in gran parte per lui, è stato sufficiente per scardinare la difesa di Medvedev, il quale non sembrava affatto reduce da una battaglia di quasi cinque ore contro Auger-Aliassime al turno precedente. Eppure, nonostante la vittoria in quattro set, il russo ha avuto qualche passaggio a vuoto, arrivando anche a dare in escandescenze.

LA CRONACA DEL MATCH

GLI HIGHLIGHTS

In particolare, verso la fine del secondo set, gli animi si sono accesi. Dopo aver commesso un doppio fallo che ha mandato il suo avversario a servire per il set, Medvedev ha ricevuto un warning per ‘visible obscenity’. La sua reazione, per usare un eufemismo, non è stata delle più pacate, probabilmente più per il momento che per la punizione in sé. A farne le spese è stato l’arbitro Jaume Campistol, che si è visto dare dello ‘stupido’ e dell’’inedeguato per una semifinale slam’. A fine match i due pare si siano chiariti ed anche in conferenza stampa Medvedev ha ammesso di aver esagerato e di essersi pentito. Fatto sta che il russo ha dato l’impressione di essere particolarmente nervoso, anche per la mancanza di un warning nei confronti del suo avversario, reo di coaching. Warning che è arrivato nel terzo set, grazie alla collaborazione di Eva Asderaki-Moore, giudice di sedia greca, che da bordo campo ha colto le parole di papà Apostolos ed ha fatto cenno al suo collega di procedere. Insomma, un match in cui non c’è stato spazio per la noia e che ha permesso a Daniil di raggiungere la sua seconda finale consecutiva in Australia. L’anno scorso Djokovic lo ha sconfitto in tre set, in un match a senso unico. Questa volta l’avversario sarà Rafa Nadal, avanti 3-1 nei precedenti. Tuttavia, per quanto sia difficile sbilanciarsi in un pronostico, è impossibile non considerare leggermente favorito il russo.