Hockey, Roberto Carta su Germania-Italia 2-0: “Abbiamo dato il 100%, arbitri scelte discutibili”

Roberto Carta Italia hockey Roberto Carta e lo staff tecnico della nazionale femminile di hockey prato - Foto Mezzelani/Gmt

DALL’INVIATO A MOENCHEGLADBACH

“Volevamo dare il cento per cento e lo abbiamo fatto, siamo venuti qui superando molti ostacoli e sapevamo di incontrare una delle squadre migliori al mondo: è stata una partita di grande sofferenza”. Questa l’analisi del commissario tecnico della Nazionale femminile di hockey su prato, Roberto Carta, dopo la sconfitta per 2-0 contro la Germania a Moenchegladbach, andata dello spareggio olimpico. “Siamo riusciti a restare in partita fino all’ultimo secondo della partita, poi questo 2-0 rende tutto più difficile – ha proseguito l’allenatore azzurro – Noi ci metteremo ancora il massimo, sperando basti, perché se la Germania giocherà al massimo non sarà possibile vincere 3-0″. Il ritorno si giocherà domenica 3 novembre alle ore 14 e le azzurre hanno bisogno di una vera e propria impresa: “Per noi avere tre o quattro contropiedi vuol dire fare due gol e ci contiamo molto – ha sottolineato Carta – Questo è uno sport particolare, è facilissimo perdere anche 5 o 6 a zero, se la Germania sarà al cento per cento è difficile andare a pressare”.

Ai microfoni di Sportface.it, Carta ha poi proseguito nell’analisi della partita: “Oggi abbiamo lasciato quasi un tempo e mezzo, avevamo un’emozione incredibile. Loro hanno una grande esperienza, per noi è stato difficile prendere subito le misure e dunque abbiamo sofferto e regalato molto. Non siamo riusciti a uscire bene ma per merito loro, che hanno grandi campionesse. Sapevamo che avremmo dovuto sfruttare qualche contropiede, era l’unico modo per raddrizzare la partita, ma in realtà non siamo riusciti a fare azioni pericolose nella loro area. Domani dovremo fare qualcosa in più“. Infine anche una nota polemica nei confronti degli arbitri:In tutti gli sport c’è un po’ di sudditanza psicologica nei confronti di chi alle Olimpiadi è di casa. La Germania ha vinto tanto e gioca in casa: è ovvio che ci sia rispetto, hanno anche giocatrici di livello internazionale – ha ammesso Carta – ma tante scelte sono state discutibili, ci hanno bloccato un paio di contropiedi che potevano essere pericolosi”.

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Nato il 25 giugno 1982, pochi giorni dopo ho deciso di fare il giornalista sportivo guardando la finale di Wimbledon tra Connors e McEnroe e il terzo trionfo Mondiale dell'Italia. Professionista dal 2010, ho lavorato per la Gazzetta dello Sport, Il Tempo e l'agenzia di stampa Italpress. Amo tutti gli sport, soprattutto i più strani