Shevchenko sull’esclusione degli atleti russi: “Finchè parlano le armi, i russi non possono gareggiare”

Andriy Shevchenko - Foto di Football.ua CC BY-SA 3.0

L’ex. calciatore del Milan Andriy Shevchenko, intervistato dalla rivista “Oggi”, è tornato a parlare della sua nazione e ha espresso la sua opinione sull’esclusione degli atleti russi dalle competizioni sportive. “La mia Ucraina vorrei si chiamasse Europa. Noi non rinunceremo a nulla. Oggi dobbiamo difendere la nostra vita, non c’è niente nel mezzo. Io chiedo a voi italiani: ma se la guerra arrivasse a casa vostra, cosa fareste? È questa la domanda che dovrebbe farsi chi oggi parla di pace. Chiedetevelo, vi prego. Se qualcuno entrasse a casa vostra con la pistola in pugno, minacciando i vostri figli voi lo lascereste fare o vi opporreste con la vostra stessa vita? A noi è successo questo”. Queste le parole di Shevchenko sulle sensazioni che stanno vivendo i suoi connazionali ucraini, che l’ex. calciatore cerca di aiutare in tutti modi possibili.

Addirittura l’ex. calciatore ha dichiarato come gli abbia chiesto di fare ciò il presidente Zelensky in persona: “Il presidente mi ha chiesto di essere ambasciatore per la piattaforma United 24, un modo trasparente per raccogliere fondi. Dei tanti promessi all’Ucraina da tutto il mondo, pochi sono arrivati a destinazione”. Infine una battuta poi sull’esclusione dei russi dalle competizioni sportive: “È giusto così. Finché parlano le armi, i russi non possono gareggiare. Non c’è spazio nel mondo dello sport per chi appartiene a tutto questo”.