Golf, da Migliozzi a Molinari: italiani a caccia di successi nel 2022, aspettando la Ryder Cup a Roma

Guido Migliozzi Guido Migliozzi - Foto Federgolf

Il golf italiano, come tutto lo sport azzurro, si affaccia al 2022 con speranze, obiettivi e sogni. In particolare prosegue la strada verso la Ryder Cup 2023, che porterà a Roma per la prima volta nella storia uno dei massimi eventi sportivi mondiali dopo le Olimpiadi e la Coppa del Mondo di calcio. La pandemia ha solo rimandato di un anno l’appuntamento, ma sicuramente tutti i golfisti azzurri sognano l’impresa di strappare un pass per rappresentare il Team Europe sul suolo di casa al Marco Simone di Guidonia, alle porte della capitale. Per fare questo però servirà grandissima costanza e grandissimi acuti sul DP World Tour e sul PGA Tour, dato che la corsa alla qualificazione si aprirà già negli ultimi mesi del 2022.

Numeri alla mano, il numero uno azzurro è Guido Migliozzi: il veneto classe 1997 è stato costantemente nei quartieri alti delle classifiche, con l’acuto del quarto posto allo US Open in occasione del suo debutto assoluto nei Major. Sono arrivate anche le prime esperienze sul PGA Tour statunitense ed è già in ghiaccio l’invito per il Masters di Augusta, dove potrà fare un’altra esperienza importantissima per la sua crescita ai massimi livelli. Davanti a lui c’è una carriera luminosa, ma già il presente è tutto da vivere. Chi invece è reduce da una stagione a dir poco complicata è Francesco Molinari, che dopo l’eroico e leggendario 2018 fatica a ritrovarsi anche a causa di problemi fisici. Il minore dei due fratelli gioca prevalentemente sul PGA Tour, ma ad ogni modo i suoi successi gli permettono di poter lavorare serenamente senza problemi di “carte”. L’obiettivo deve essere quello di tornare a ottimi livelli, lavorando anche nell’ottica della Ryder Cup in casa che rappresenterebbe la ciliegina sulla torta di una carriera ancora lunga ma comunque già da incorniciare.

La stagione 2021 è stata anche quella della crescita di Francesco Laporta, ormai una garanzia a livello europeo: il pugliese infatti ha chiuso tra i migliori 45 del tour continentale, sfiorando più volte l’appuntamento con la prima vittoria sul circuito maggiore. I miglioramenti sono evidenti, adesso il 2022 per un’ulteriore conferma delle ottime cose fatte vedere negli ultimi mesi. Discorso analogo anche per un giocatore decisamente più esperto come Edoardo Molinari, che sembra tornato quasi ai fasti che lo portarono alla Ryder Cup 2010: il maggiore dei due fratelli ha faticato con il putt, ma il gioco lungo è stato per sua stessa ammissione il migliore della carriera. Il talento non manca, ci possiamo aspettare risultati pesanti.

La squadra italiana sul tour europeo vedrà anche Nino Bertasio, mentre Renato Paratore dovrà ritrovarsi per avere maggiori diritti di gioco. Il romano classe ’96 ha tutti i mezzi per esplodere da un momento all’altro, ma ultimamente sembra faticare a trovare quella continuità di rendimento che nel golf è basilare. Anche Lorenzo Gagli dovrà recuperare posizioni negli ordini di merito, ma attenzione anche a Matteo Manassero: sparito dai radar dopo i fasti di qualche anno fa, il veronese classe ’93 è tornato su buoni livelli tramite il Challenge Tour, recuperando centinaia di posizioni nel ranking mondiale. La strada è ancora lunga, ma “Manny” sa come vincere e come arrivare ai massimi livelli perchè c’è già stato: si può fare.