Verstappen e Leclerc da applausi: così si riaccende una F1 ‘nero Mercedes’

Charles Leclerc - Foto Twitter Ferrari

In qualifica non c’è storia, in gara ora qualche crepa la si denota. Non c’è alcun dubbio, la Mercedes esce dalla doppia Silverstone con qualche perplessità di troppo sul recente lavoro di Pirelli e con tante incognite in vista delle prossime gare con temperature elevate in pista. Prima il cedimento nel Gran Premio di Gran Bretagna con Valtteri Bottas fuori dalla zona punti e Lewis Hamilton vincitore su tre ruote, poi la prima disfatta stagionale del team di Brackley a firma di Max Verstappen, semplicemente fantastico nella gestione gomme.

Al Gran Premio del 70° Anniversario lo show è tutto di Max, voglioso di poter dimostrare le sue doti contro un’armata fino ad ora imbattibile. E anche quando l’ingegnere di pista gli chiede di gestire il ritmo e di non surriscaldare eccessivamente le gomme all’inseguimento delle due Mercedes, Verstappen con calma olimpica risponde: “Amico, per una volta che possiamo giocarcela…“. Carico a pallettoni così come Charles Leclerc, rinvigorito da un quarto posto che ha del clamoroso viste le premesse dopo un deludente sabato di qualifica.

Sono ancora loro, i terribili ragazzi della classe 1997, ad accendere una Formula 1 sprofondata nell’anonimato Mercedes dove un tempo Nico Rosberg teneva viva la lotta per il Mondiale e dove ora Bottas, nonostante il prolungamento del contratto, ha subito un’altra dura lezione di guida di Hamilton, capace di sfilarlo con grande facilità nel finale di gara. Con una guida brillante, Verstappen è stato capace di interrompere il dominio Mercedes, vincitrice nelle quattro gare precedenti, con oltre 10 secondi di margine sul campione del mondo. Gli applausi vanno anche a Leclerc che con grande solidità e concentrazione gestisce un set di gomme dure per portarlo fino alla fine con un’unica sosta, beffando in un colpo solo Racing Point, McLaren e l’altra Red Bull guidata da Albon.

Ma per la Ferrari, dall’altro lato del box, c’è poco da sorridere. Sebastian Vettel è 12°, ancora una volta fuori dalla zona punti. La qualifica non ha aiutato il quattro volte campione del mondo che però al via è scivolato sulla solita buccia di banana. Testacoda sul cordolo, gara distrutta e team radio di protesta contro il proprio muretto per non avergli costruito la strategia ottimale. Ma a fine gara Binotto respinge le accuse e con grande signorilità riprende Seb per l’errore, peraltro commesso in solitaria, al primo giro.

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Nato ad Oristano il 2 aprile 1994. Dalla Formula 1 al calcio, passando per tennis, sci alpino e NHL: semplicemente un malato di sport con tanti sogni nel cassetto.