Ferrari, bilancio di metà stagione: zero vittorie e tanti dubbi sulla SF90

Charles Leclerc, Ferrari F1 - Foto Bruno Silverii Charles Leclerc, Ferrari - Gran Premio d'Australia, Foto Bruno Silverii

La stagione 2019 doveva essere per la Ferrari quella della conquista del titolo mondiale, o quantomeno dimostrare di poter lottare ad armi pari con la Mercedes. Questa speranza di inizio anno è diventata pura utopia, specialmente dopo che a Maranello c’è stata una vera e propria rivoluzione: nuovo team principal e nuova macchina. C’erano tutti i presupposti per fare bene, invece la situazione odierna è totalmente diversa rispetto a quella di dodici mesi fa: zero vittorie e macchina troppo complessa per vincere. Mattia Binotto ha preso l’incarico di team principal e ha deciso insieme alla sua squadra di stravolgere il progetto dello scorso anno e di creare una monoposto che estremizzasse molti elementi della macchina: l’ala anteriore è certamente l’esempio lampante.

Come dice un detto “Chi non risica, non rosica”, ma questa scelta alla Ferrari non ha pagato. Dopo dei test invernali a Barcellona troppo belli per essere veri, da Melbourne sono iniziate le sonore sconfitte firmate Mercedes. Sicuramente l’errore che forse è stato fatto a Maranello è quello di sopravvalutarsi e pensare già a Montmelò di aver conquistato il titolo mondiale.

La SF90 dalla prima gara ha dimostrato di essere una monoposto troppo diva e forse ancora poco compresa dal team italiano. Se volessimo fare un confronto, nei modi e nei termini opportuni, si potrebbe paragonare alla W09. Da Melbourne la Ferrari ha sempre avuto problemi di mettere nella giusta finestra le gomme, sfruttandole così male. Binotto e tutto il suo entourage hanno puntato su una monoposto con meno carico aerodinamico e sul motore. Tutto giusto se la power unit fosse perfetta, invece non è così.

Charles Leclerc ha mancato la sua prima vittoria in Bahrain per colpa di un problema alla power unit, così come è successo a Vettel a Montmelò a febbraio.

Affidabilità, cosa sconosciuta a Maranello: Quando si vuole vincere non ci si può auto-eliminare dai giochi per via di problemi legati all’affidabilità. La Ferrari quest’anno ha avuto molteplici problemi e situazioni intricate da gestire in gara. Non ci possiamo certamente dimenticare le tremende qualifiche di Hockenheim dove entrambi i piloti non sono potuti scendere in pista per via di improvvisi problemi. Ciò che preoccupa la scuderia italiana è certamente il fatto che tutte  le difficoltà avute nel corso del campionato non si sono verificate nella stessa area, bensì in zone sempre diverse. Stando ad alcune indiscrezioni che abbiamo raccolto sembra che queste situazioni si generino a seguito del fatto che i componenti delle monoposto sono realizzati in economia e sarebbero sempre gli stessi pezzi che vengono cambiati raramente. E’ ovvio che dopo un po’, specialmente in presenza di sbalzi di temperatura, ci siano dei cedimenti strutturali.

Promossi: Al momento promuoviamo Charles Leclerc. Il pilota monegasco attualmente ha fatto più di quanto ci si aspettasse da lui, specialmente visto che è il suo primo anno in Ferrari. Tre pole position ed in due occasioni ha sfiorato la vittoria (Bahrain ed Austria), ma in quelle circostanze la vettura è venuta a mancare. Sicuramente ha commesso dei gravi errori (Baku, Hockenheim etc.),  ma sono derivati anche dalla poca malleabilità della SF90. Nella seconda parte di stagione, Monza e Spa in primis, potrebbe arrivare la sua prima vittoria in F1. Macchina e motore permettendo.

Bocciati: Mattia Binotto. Per essere un gran team principal non è necessario essere un gran tecnico. Il rendimento di Binotto in questo primo anno alla guida del team credo che possa confermare quanto detto. Sicuramente ha preso le redini del team nel momento più sbagliato, ossia quando i tifosi si aspettavano un titolo mondiale. Ora come ora il mondiale costruttori e piloti sono andati, ma Binotto deve portare delle vittorie a Maranello, altrimenti non si esclude una sua sostituzione a fine stagione.

Binotto è certamente il capro espiatorio, ma bisogna bocciare anche il muretto box, ormai diventato celebre in tutto il mondo per via delle decisioni totalmente sbagliate che rovinano le gare dei piloti. In questa prima parte di stagione, in diverse occasioni abbiamo visto la gara di Leclerc o Vettel complicarsi notevolmente a seguito di pit stop ritardati o gomme che non erano adatte. I piloti sembra che non abbiano più fiducia nel muretto box, e questo lo si vede con chiarezza quando Vettel in Germania ed Ungheria ha scelto lui la strategia, senza ascoltare le indicazioni del suo ingegnere. Risultato? Podio in entrambe le circostanze.

Rimandati a settembre: Sebastian Vettel. Non è da bocciare perché la monoposto non è stata modellata su di lui, anzi. Il pilota tedesco già da Montmelò mi era sembra poco grintoso, come se sapesse di non essere al centro del progetto Ferrari. L’arrivo di Charles Leclerc a Maranello pensavo che fosse una sorta di stimolo per lui, invece no. L’unico vero punto esclamativo della stagione, al momento, è stato il gran premio del Canada. Il fatidico episodio è arrivato da un suo errore (derivato anche dal fatto che stesse guidando oltre i limiti della SF90), ma per tutto il weekend è stato molto convincente. Nelle ultime gare prime della pausa estiva è stato molto concreto, di fatti i risultati sono arrivati. Nella seconda parte di stagione Vettel deve tirare fuori il massimo dalla sua monoposto, non soltanto per cercar di vincere ma anche per riprendersi la leadership all’interno del team che sembra sempre meno nelle sue mani.

Monza e Spa: le ultime chiamate della stagione. Dopo la pausa estiva arrivano i due circuiti fondamentali per la stagione della Ferrari. Queste due piste sono a bassissimo carico aerodinamico ed il motore è fondamentale. La SF90 è nata con queste caratteristiche, di conseguenza se Leclerc e Vettel non dovessero vincere, allora la stagione passerebbe da negativa a fallimentare.

Specifica 3: Su queste piste dove viene maggiormente sfruttato il motore, i team portano la nuova specifica. Stando alle notizie che ci sono state fornite, la Ferrari monterà la terza specifica a Monza, mentre i team clienti (Alfa Romeo Racing e Haas) lo useranno a Spa. Nel frattempo Leclerc durante il filming day a Monza avrebbe approvato tutte le novità demo portate dalla Ferrari a bassissimo carico aerodinamico, proprio in vista di questi due appuntamenti.

Dunque destino delle figure più importanti della Ferrari si deciderà nelle prossime due gare: Binotto e Vettel sono chiamati a reagire, invece Leclerc dovrà concretizzare tutte le occasioni che gli si presenteranno in gara. La pausa estiva sarà poco rilassante a Maranello, perché urgono dei risultati importanti.