F1, ‘monday review’: i commenti post GP Giappone 2018

di - 8 ottobre 2018

Il Gran Premio del Giappone ‘lucida’ il quinto titolo iridato di Lewis Hamilton, vicino alla conquista matematica del Mondiale 2018 di Formula 1. Sei vittorie nelle ultime sette gare per il pilota della Mercedes che a Suzuka domina tutto il weekend ed aumenta il vantaggio su Sebastian Vettel, caduto nell’ennesimo errore stagionale. La Ferrari perde il passo e la Red Bull sfrutta l’opportunità per piazzare Max Verstappen sul terzo gradino del podio (dietro a Valtteri Bottas) e Daniel Ricciardo in quarta posizione al termine di una strabiliante rimonta dopo il quindicesimo posto in qualifica.

Nella terra del ‘Sol Levante’ si spengono tutte le possibilità di gloria della Rossa di Maranello. Hamilton rifila un’altra vittoria, la numero 71 in carriera, demolendo la concorrenza. Gara in affanno per la Ferrari chiamata a rispondere in una situazione critica dopo la deludente qualifica. L’eccessivo bisogno di far risultato è deleterio per Vettel e Raikkonen, frettolosi nel tentativo di scavalcare Verstappen per dar caccia al duo Mercedes. Analizziamo le singole prestazioni attraverso le dichiarazioni dei protagonisti.

GAME, SET &…? – È tutto pronto per il party di Lewis. Alla chiusura della trasferta asiatica Hamilton vanta un +67 sul rivale Vettel, gap inimmaginabile solamente un paio di mesi fa. Dopo le vacanze estive, eccetto la parentesi del Belgio, il britannico ha vinto e convinto ogni weekend rimanendo sempre concentrato nei momenti di difficoltà. Certo, una mano d’aiuto è arrivata soprattutto dal perfetto ‘scudiero’ Bottas, ma Lewis è stato assolutamente perfetto nella sua seconda parte di stagione. “Non mi sarei mai immaginato uno scenario così – sottolinea Hamilton nella conferenza post gara – Quest’anno abbiamo dovuto lottare sin dall’inizio e nelle prime gare non andavamo così bene“. Ad un passo dal quinto titolo in carriera per eguagliare Juan Manuel Fangio e superare nel diretto confronto Vettel, fermo a quattro ormai dalla stagione 2013: “Ma non voglio pensare al titolo Mondiale – puntualizza Lewis – Gara dopo gara, faccio un passo alla volta. Certo è che la nostra performance individuale e collettiva è la migliore di sempre“. Oltre i limiti verso la vittoria di uno dei campionati più belli degli ultimi anni. Negli Stati Uniti il primo match-point con Lewis che potrà festeggiare il titolo ad Austin in caso di vittoria con conseguente terzo posto (o risultato inferiore) da parte di Vettel. Un ordine di arrivo realistico, considerando il recente confronto Mercedes-Ferrari e considerando il grande apporto da parte di Bottas. Dagli US Open a US F1… game, set &?

WEEKEND NERO PER LA ROSSA – Il sabato di qualifica complica la gara mentre domenica arriva il tracollo. Fuori dal podio, fuori dai giochi e tante perplessità per una stagione che poteva esser gloriosa e si è rivelata l’ennesima delusione. Tutto rimandato per i troppi errori e per il sorpasso subito dalla concorrenza in un finale di campionato troppo brutto per essere vero. Quinto e sesto posto a Suzuka dietro ai due top-team a fronte di una griglia di partenza condizionata dalla pioggia ‘maledetta’. Raikkonen parte quarto, Vettel addirittura ottavo e nei primi giri tutto cambia. Kimi prova a sfruttare l’errore di Verstappen, lungo nell’ultima curva, ma al rientro della Red Bull in pista il ferrarista decide di puntare l’olandese all’interno senza cercare l’incrocio di traiettorie. Scelta che si rivela dannosa con la difesa di posizione di Max (penalizzato di 5 secondi per taglio curva) e con il conseguente danneggiamento dell’ala anteriore. Vettel, autore di una partenza capolavoro, supera Hartley, Gasly e Grosjean per poi scavalcare anche Raikkonen dopo il contatto del compagno di squadra con Verstappen. Forte di un gran passo e della voglia matta di recuperare le Mercedes, Seb si spinge oltre i limiti e dopo pochi giri attacca Verstappen alla prima “mezza” occasione disponibile. Errore di valutazione? A posteriori assolutamente sì. Max difende la posizione e Vettel, ancora una volta, affonda il colpo senza pensare alle possibili conseguenze. Risultato? Testacoda e gara compromessa con un’ulteriore rimonta per un inutile sesto posto al traguardo. Chiusura dei giochi per la Rossa in questo campionato: “Con questi risultati così non è facile per tutti noi in Ferrari – commenta con grande amarezza Seb – A volte la vita in pista è brutta per noi piloti ma ora andremo ad Austin e spingeremo come dei matti. Possiamo ancora ottenere informazioni importanti per quest’anno e per la prossima stagione“.

MAX SOTTO ATTACCO – Verstappen? Appena si rende conto che qualcuno è vicino cerca di spingere quando non si dovrebbe più spingere. Eravamo fianco a fianco e lui non mi ha lasciato abbastanza spazio“. Vettel contesta nuovamente l’atteggiamento di Verstappen. Nel post gara il ferrarista non le manda a dire sul comportamento dell’olandese, reo di aver danneggiato entrambe le Rosse nei primi giri della gara. Un’accusa probabilmente troppo forte per un incidente sul quale Max non ha grosse colpe, anzi. Il sorpasso all’interno in quel determinato punto della pista sarebbe stato impossibile e la difesa di posizione da parte dell’olandese è stata assolutamente regolare. È questo il concetto che Verstappen prova a spiegare nel post GP: “Ha provato a passare in uno spazio troppo stretto, anche i grandi piloti sbagliano. Avrebbe dovuto aspettare un giro in più perché non c’era spazio per sorpassare in quel punto ed io ho fatto grande attenzione. Per uno stesso errore in Cina fui penalizzato“. Un Verstappen criticato anche da Raikkonen per il taglio curva ma difeso successivamente dal team principal Horner che commenta i due episodi in maniera sarcastica: “Sicuramente Max dopo questa gara non sarà popolare in Italia“. Ma ciò che conta per Verstappen sono i 15 punti del terzo posto per un altro podio nella sua giovane carriera.

Tra gli altri brilla Sergio Perez che porta la Force India al settimo posto davanti alla Haas di Romain Grosjean ed a Esteban Ocon. Decimo posto, ultimo disponibile per i punti, per Carlos Sainz su Renault. Da segnalare i ritiri di Kevin Magnussen, Nico Hulkenberg e del neo ferrarista Charles Leclerc, alle prese con dei problemi ‘meccanici’ alla sua Sauber Alfa Romeo a chiusura di un complicato fine settimana per il giovane monegasco.

Dall’Asia all’America con il Gran Premio degli Stati Uniti che andrà in scena dopo la consueta settimana di riposo (19-21 ottobre). Hamilton è pronto a festeggiare il suo quinto titolo iridato in uno dei suoi palcoscenici preferiti. Ad Austin sarà nuovamente Lewis la ‘star’ contro lo sfidante Vettel ormai alle corde. Solo una questione matematica tra chi pensa a come preparare la festa e chi guarda avanti per la prossima stagione.

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