F1, meteora Lance Stroll: nel 2020 il salto di qualità per rimanere tra i grandi

Lance Stroll, Racing Point F1 - Foto Bruno Silverii Lance Stroll, Racing Point - Gran Premio d'Australia, Foto Bruno Silverii

Nella stagione appena conclusa ci sono stati dei piloti che hanno veramente stupito, vedi Norris e Sainz, ed altri che hanno deluso. In quest’ultima categoria rientra Lance Stroll. Il giovane canadese è arrivato in Formula 1 saltando tutta la gavetta che in genere si fa, poiché è passato dalla Formula 3 Europea alla classe regina delle quattro ruote. Questo perché fin da ragazzino ha dominato le sue categorie (primo in Formula 4 italiana, primo nella Toyota Racing Series e nella Formula 3 Europea). Dagli addetti ai lavori veniva considerato come uno dei piloti del futuro, perché aveva dimostrato talento da vendere. Per tutti questi motivi la Williams decise di prenderlo nel 2017 in F1, diventando così pilota ufficiale di fianco a Massa. 

In quel periodo la scuderia di Grove era ancora competitiva, di conseguenza il canadese aveva tutte le carte in regola per fare bene. Al debutto, però, ha confermato parzialmente le aspettative. Dodicesima posizione nella classifica finale piloti, un podio da urlo a Baku (il più giovane nella storia della F1) e sette volte in Top Ten. Discorso leggermente differente nel 2018 dove è calato. Con il passare della gare si pensava che avrebbe fatto quel salto di qualità, invece non c’è stato, forse complice di una monoposto non di certo la migliore della griglia.

Quando non brilli in pista, però, i top team non ti vogliono, di conseguenza interviene la famiglia. Lawrance Stroll la scorsa estate ha rilevato la scuderia Force India, portando così nel team suo figlio. Una scelta che, però non piacque ai piloti. A Spa, infatti, Esteban Ocon si sfogò con Sebastian Vettel, perché non trovava più spazio in Force India. Il francese spiegò al tedesco che un pilota “ha comprato la squadra”, mentre l’altro “porta dei soldi” (Perez, ndr.).

Logicamente poi arrivarono le parole di risposta dello stesso Stroll “Potenzialmente, con l’acquisto di questa squadra, mio padre può portarla a diventare molto più competitiva e ai miei occhi tutto ciò non è affatto negativo” – ha aggiunto Stroll – “A giudizio di Esteban, questa cosa lo porta ad essere in competizione me, perché mio padre è coinvolto nella Force India. I piloti che provengono da determinati background avranno il loro punto di vista su come dovrebbero essere le cose, mentre quelli che godono di un maggiore supporto finanziario la penseranno diversamente. Se lui (mio padre Lawrence ndr) mi vuole portare alla Force India è una sua scelta e capisco che per Esteban tutto ciò potrebbe non essere giusto. Ma penso di meritare di essere valutato di più per via dei risultati che ho raggiunto. Si tratta di una cosa che mi sta a cuore e dovevo dirla”.

Il canadese aveva soltanto un modo per far ricrede le persone: fare dei buoni risultati con la Racing Point. Un obiettivo che, però, non si è realizzato. Nella stagione appena conclusa, infatti, il ventunenne canadese è stato letteralmente demolito da Perez in qualifica e gara: 

  • Nella classifica piloti il messicano ha concluso in decima posizione la stagione, mentre Stroll in quindicesima
  • Per undici volte Perez ha chiuso in Top Ten la gara ( tra cui due sesti posti), invece il canadese soltanto sei volte (tra cui un quarto posto a Hockenheim)
  • In qualifica Stroll ha battuto il giovane canadese 18-3

Nonostante le tre stagioni in Formula 1 sembra che Stroll non abbia fatto dei progressi in categoria, come se fosse perennemente al debutto. Questo “atteggiamento” si poteva capire quando era in Williams, ma non in questa stagione in Racing Point. Forse è arrivato in Formula 1 troppo presto, non facendo così quella gavetta necessaria per arrivare poi pronti nella massima categoria. Questo lo si può notare confrontando il debutto in Formula 1 di Norris ed Albon con quello di Stroll. I primi due, sin dalle prime gare, sono parsi pronti, mentre lui sembrava che dovesse ancora comprendere dove fosse.

Un salto così importante dalla Formula 3 Europea alla Formula 1 può risultare azzeccato o deleterio. Nel caso di Stroll, sicuramente, non è stato propedeutico. Non ci dobbiamo inoltre dimenticare che ci sono dei piloti che vanno forte nelle categorie minori, ma poi non riescono a fare quel salto di qualità. Nel corso delle ultime gare, però, all’interno del paddock è iniziata a circolare una voce, secondo la quale se Stroll non dovesse fare nel 2020 quel salto di qualità, il canadese potrebbe ritirarsi alla fine della prossima stagione. La prossima stagione, dunque, sarà per lui cruciale: o la va o la spacca.