F1, Leclerc: “La Ferrari crescerà dagli errori. Mondiale? Finché c’è la matematica ci credo”

Charles Leclerc Charles Leclerc - Foto LiveMedia/Dppi/DPPI

Ottanta punti da recuperare ma Charles Leclerc non vuole mollare, nonostante le ultime delusioni. In un’intervista esclusiva alla BBC, il pilota monegasco della Ferrari è consapevole di dover compiere una vera e propria impresa ma non vuole arrendersi. “Finché non è finita matematicamente voglio ancora crederci, questo mi motiva – sottolinea – Questa prima parte di stagione è stata la migliore della mia carriera in Formula 1, dobbiamo provare a crescere dagli errori, lavorare da squadra per le ultime nove gare e vedere dove finiamo”. La Ferrari è finalmente tornata competitiva, ma sembra sempre mancare quel pizzico di lucidità per lottare con la Red Bull di Max Verstappen. “Fantastico vedere che lottiamo per le vittorie. Ma non siamo riusciti a massimizzare tutto il potenziale che avevamo e questo non è stato grandioso. Abbiamo ancora la seconda parte di stagione, spero, per recuperare e io spingerò al massimo”. 

Leclerc ammette che le “ultime gare sono state un po’ difficili” ma assicura anche che “sappiamo dove lavorare e vogliamo fare assolutamente di tutto per migliorare. Ci sono stati alcuni problemi di strategia, alcuni di affidabilità e altri di guida. Per affidabilità e strategia stiamo lavorando davvero duramente per migliorare. Cerchiamo sempre di analizzare da dove arriva quell’errore“. Fiducia è la parola chiave. “So quanto sia stata dura dopo gli ultimi anni tornare dove siamo. Siamo arrivati a questo livello perché per due anni abbiamo lavorato sui punti deboli della macchina. Ne abbiamo ancora e abbiamo bisogno di lavorarci su ma se lavoriamo bene come abbiamo fatto negli ultimi due anni, sono convinto che riusciremo a superarli“. Leclerc non ha mai risparmiato autocritica dopo i suoi errori: “Sono sempre più duro quando sbaglio io ma gli errori fanno parte del percorso di chiunque. Pressione per il Mondiale? Per me non cambia molto“, conclude.

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Classe 1992, studente di Giurisprudenza e diplomato al Conservatorio con il sogno del giornalismo. Amo lo sport a 360°, anche perché il mio paesino da 17.000 abitanti ha cresciuto un calciatore di Serie A e della nazionale come Legrottaglie, una medaglia olimpica di volley come Mastrangelo, e l'ormai certezza della marcia Palmisano. E poi ci sono io, mancato numero 1 Atp, cui rimedio sproloquiando come redattore anche su Tennis World Italia