F1 GP Cina 2019, il punto del lunedì: Hamilton-Bottas, Ferrari spettatrice a Shanghai

Sebastian Vettel e Lewis Hamilton - Foto Lukas Raich - CC-BY-SA-4.0 Sebastian Vettel e Lewis Hamilton - Foto Lukas Raich - CC-BY-SA-4.0

Dov’è finita la vera SF90? Il Gran Premio della Cina, così come la tappa in Australia, lascia grosse perplessità in quel di Maranello. La strada per tornare sul trono iridato, sognata e disegnata nella pre-season, diventa sempre più tortuosa e ricca di problemi. Da Melbourne al mancato riscatto, comunque con diverse note positive, in Bahrain fino ad arrivare alla nuova prestazione anonima di Shanghai. Tre gare, tre weekend e tre doppiette della Mercedes con la Rossa che ha raccolto solamente due podi, spartiti equamente tra Vettel e Leclerc. Non solo: i risultati altalenanti del Cavallino hanno permesso, in maniera abbastanza clamorosa e senza troppa fatica, a Verstappen di candidarsi come vero rivale delle Mercedes. La classifica, d’altronde, parla chiaro ed è l’olandese il primo inseguitore del duo Hamilton-Bottas, imbattibile in due gare su tre e fortunato nell’unico acuto della Rossa di Sakhir, gara terminata col problema tecnico alla SF90 di Leclerc (3°) e con il quinto posto di Vettel a causa di un errore di guida con tanto di rottura dell’ala anteriore. Ma qual è la reale SF90?

MAI IN GARA A SHANGHAI – La versione della Rossa sul tracciato cinese ha decisamente lasciato a desiderare. Dopo un’ottima giornata di venerdì dove Vettel e Leclerc hanno mostrato un gran passo, le prestazioni della Ferrari non hanno subito il push necessario per sconfiggere la Mercedes. La monoposto del team d’argento, infatti, come di consueto è riuscita a tirare fuori quel qualcosa in più durante la qualifica permettendo a Hamilton e Bottas di giocarsi la pole in tranquillità. In qualifica il finnico è riuscito a battere lo specialista, cinque volte campione del mondo e record-man di pole position. In gara, invece, è stato Hamilton ad avere la meglio vincendo il GP alla partenza per poi gestire gomme e ritmo a proprio piacimento. Il tutto permesso dalla Ferrari, completamente esclusa dalla lotta per la vittoria. Nemmeno il lungo rettilineo del terzo settore ha favorito la possibile rimonta delle Rosse, troppo distanti dalla Mercedes soprattutto nella percorrenza in curva. Hamilton, in versione hammertime, scappa via facilmente e conquista il primo successo stagionale che gli vale il vantaggio di sei punti in classifica ai danni del compagno di squadra. E il distacco, dopo sole tre gare, diventa sempre più ampio.

GESTIONE VETTEL-LECLERC – Ancora una volta il team radio va a favore del capitano. Nonostante Leclerc abbia conquistato la posizione su Seb alla partenza, dopo undici giri la Ferrari ha deciso di invertire le posizioni nel tentativo di lasciare strada libera al tedesco per una possibile rimonta sulle due Mercedes. Il risultato è stato decisamente negativo perché, oltre a fallire la rimonta, è stata sacrificata in toto la gara di Leclerc. Il monegasco ha accettato l’ordine di scuderia, seppur con un pizzico di nervosismo all’inizio, e ha deciso di aiutare Seb provando a fermare la corsa di Bottas dopo il pit-stop. Dopo una bella difesa, a spalle larghe, la Mercedes del finnico ha avuto gioco facile in rettilineo ed ha scartato la SF90 senza nemmeno regalare secondi importanti alla rimonta di Vettel. Obiettivo fallito e danno oltre alla beffa: Vettel sì, conquista il primo podio ma Leclerc scivola addirittura in quinta posizione alle spalle di Verstappen, punti confezionati e spediti gentilmente alla Red Bull. Così non va.

Spettatrice della gara della Mercedes, la Ferrari proverà a cancellare tutte le negatività di questo inizio di stagione nel quarto appuntamento. Il teatro della prossima gara sarà il circuito cittadino di Baku per il Gran Premio d’Azerbaijan, evento che dal 2016 regala spettacolo e colpi di scena. Un tracciato, teoricamente, favorevole alla conformazione della Rossa che sui rettilinei gode di un discreto vantaggio su tutta la concorrenza. E non confermarsi in una pista ad alta velocità come Baku potrebbe esser un campanello d’allarme troppo grande. Ma ormai ogni gara per questa SF90 sarà un esame.

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Nato ad Oristano il 2 aprile 1994. Dalla Formula 1 al calcio, passando per tennis, sci alpino e NHL: semplicemente un malato di sport con tanti sogni nel cassetto.