F1, Gp Australia 2017: il film della gara

Sebastian Vettel, Ferrari F1 2017 - Foto Bruno Silverii

La stagione della ‘Rossa’ è appena iniziata ma non facciamoci prendere dalla foga“. Questa è la cartolina che arriva direttamente dall’Australia, terra in cui la Ferrari ha ritrovato la vittoria dopo un anno di astinenza. Il protagonista non poteva che esser proprio lui: Sebastian Vettel, l’uomo dei sogni, il pilota in grado di scrivere la storia con i quattro titoli consecutivi alla Red Bull e con la speranza di poter ripetersi con la scuderia di Maranello.

Tutto ciò che rende fantastica la vittoria del ‘Cavallino’, è il senso d’appartenenza che il team evoca all’interno dei cuori dei piloti e di tutti i tecnici. Lo stesso Vettel, al termine della gara, ha voluto sottolineare ciò girando il merito della vittoria a Melbourne a tutte le persone che hanno lavorato sodo dietro la SF70-H.

QUESTIONE MONDIALE – Ma questa monoposto può davvero infastidire la Mercedes per la lotta al titolo costruttori? Troppo presto per rispondere a questa domanda, al termine del Mondiale 2017 mancano 19 gare ma fatto sta che la Ferrari non guidava la classifica costruttori addirittura dal Gran Premio della Corea nel 2012. Il bottino portato a casa dalla ‘Rossa’ di Maranello è di 37 punti conteggiando il punteggio pieno del leader del GP Sebastian Vettel ed i 12 conquistati da Kimi Raikkonen che ha terminato la gara in quarta posizione. La differenza di prestazione tra i due piloti ha innalzato diversi temi all’interno del paddock. Per tutta la durata dei test invernali, i tempi del tedesco e del finlandese si son equivalsi tanto che, nell’ultimo giorno disponibile, Raikkonen concluse con il fastest lap generale. Nel weekend australiano, però, Kimi non è mai riuscito a trovare la quadra prendendo diversi decimi di distacco dal compagno di squadra. Anche in gara la differenza è stata grossa con Vettel che, oltre ad esultare, ha saputo tenere il passo della Mercedes fin dai primi km mentre Raikkonen ha fatto tanta fatica a rimanere attaccato a Valtteri Bottas rischiando sul finale con il recupero di Max Verstappen. Nonostante ciò, “Iceman” è riuscito comunque a portarsi a casa il fastest lap della gara riuscendo a terminare un giro con un crono di 1:26.538, esattamente un decimo più veloce del miglior lap di Vettel.

DOVE SI È DECISA LA GARA – Chi l’ha detto che per mostrar spettacolo nella Formula 1 ci devono esser per forza tanti sorpassi? La gara di Melbourne ha smentito ciò, perlomeno per i tifosi italiani. E’ bastato un pit-stop, una strategia azzeccata, per potersi esaltare e dar spazio all’emozione di tornare in testa ad un Gran Premio. La Mercedes è sembrata più umana non solo perché dopo la partenza Lewis Hamilton non è riuscito a scrollarsi di dosso la Ferrari di Sebastian Vettel ma anche perché la scuderia tedesca ha fallito la strategia anticipata per far rientrare il tre volte campione del mondo per il cambio gomme. Proprio perché il britannico non è riuscito a costruirsi un gap importante, Hamilton ha indicato nelle gomme ultra soft il vero problema del suo ritmo “normale” e non da “Hammer-time”. La scuderia gli ha dato ragione e attraverso un’analisi sui dati telemetrici, ha deciso di anticipare la sosta per montare le soft. La Ferrari ha atteso e con calma olimpica è riuscita a valutare il momento giusto per rientrare nel box ed adottare la stessa strategia gomme sulla SF70-H di Vettel. L’ostacolo definito “insormontabile” da Hamilton è stato Max Verstappen. La Mercedes non ha tenuto conto del ritmo dell’olandese, sotto le aspettative, che ha rallentato il pilota britannico durante il suo rientro in pista. Nei primi giri Lewis è riuscito a recuperare diversi decimi per poi rimaner bloccato dietro gli scarichi della Red Bull fino a che la scuderia britannica non ha richiamato dentro Verstappen. Ecco il momento dell’uscita dai box di Sebastian Vettel, il video che descrive perfettamente la giornata australiana all’Albert Park.

IL SORPASSO DELLA GARA – Ben distanti dalla lotta per il podio, gli ultimi minuti di gara son stati emozionanti anche nelle retrovie. La battaglia per la decima posizione, valevole un punto in classifica generale, si è decisa fra Fernando Alonso, Esteban Ocon e Nico Hulkenberg. A spuntarla è stato il francese della Force India che è riuscito a sorprendere gli avversari strappando un punticino in più che permette alla propria scuderia di balzare davanti alla Toro Rosso nella classifica costruttori. Delusione per Hulkenberg su Renault ma soprattutto per Alonso che al termine della gara non le ha mandate a dire per una McLaren davvero disastrosa.

LA DELUSIONE – Giornata straziante per il beniamino di casa Daniel Ricciardo. Il pilota australiano, dopo aver combinato il pasticcio decisivo nelle qualifiche sbattendo la monoposto contro le barriere, si è procurato una penalità di 5 posizioni in griglia (per via della sostituzione inevitabile del cambio). Con il 10° posto trasformatosi in 15°, Ricciardo non ha perso il sorriso e nella drivers-parade ha salutato tutti i suoi tifosi con la speranza di chiudere la gara con una bella rimonta. Risultato? Problemi al cambio a 25 minuti dal via. La sua Red Bull ha continuato a fare i capricci e nel giro sul circuito per posizionarsi in griglia (ancor prima di quello di formazione) la monoposto si è fermata a bordo pista. Intervento immediato, macchina trasportata ai box e tentativi disperati di rimetter in condizioni sufficienti la sua RB13. Il posizionamento in griglia errato di Nico Hulkenberg (partenza abortita di un giro) gli ha permesso di guadagnare secondi importanti per il lavoro sulla monoposto e per la partenza dalla pit-lane ma il risultato è stato pesantemente insufficiente. Partito con due giri di ritardo, gli ingegneri gli hanno detto di “divertirsi”, prendendo il Gran Premio, ormai, come una sfilata. Ma nel bel mezzo della gara, la RB13 ha deciso di lasciarlo nuovamente a piedi. Partenza davvero negativa per la scuderia austriaca ed i tifosi scaramantici continuano a storcere il naso sul nome della monoposto…

Con il Gran Premio d’Australia ormai alle spalle, i piloti avranno una settimana di riposo per poi volare in Cina. La Ferrari ora ha più fiducia nei propri mezzi e la Mercedes sa di dover dare una risposta decisa fin dalla prossima gara: lo show è appena iniziato.

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Nato ad Oristano il 2 aprile 1994. Dalla Formula 1 al calcio, passando per tennis, sci alpino e NHL: semplicemente un malato di sport con tanti sogni nel cassetto.