F1, Domenicali: “Piloti sono cuore dello show. Ferrari? Speriamo torni in alto”

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Io il nuovo Ecclestone? Lui la Formula 1 l’ha creata, mentre oggi siamo in un momento storico ben diverso. Chase Carey ha preso in mano quel business e gli ha dato una sua impronta, cosa non facile. Ora questo ruolo mi riempie di orgoglio“. Queste le parole di Stefano Domenicali, ormai a suo agio nel suo nuovo ruolo di presidente e amministratore delegato della Formula Uno. “Ho un contratto quinquennale e obiettivi precisi” ha spiegato al Corriere dello Sport, “nel breve termine fare il campionato di quest’anno, e non è una cosa scontata; nel medio termine operare scelte, assieme alla Fia, che spingano nuovi costruttori o partner tecnologici a entrare in Formula 1“.

Infine, “nel lungo termine rendere questo sport più emozionante e attraente in modo da ampliare il bacino degli spettatori e degli appassionati, aumentare i ricavi del business in maniera significativa, rendere stabilmente la Formula 1 la piattaforma sportiva più tecnologicamente avanzata del mondo“. Una delle questioni da affrontare sarà anche quella del limite ai compensi dei piloti.

Ne stiamo parlando e ne parleremo nei prossimi mesi, nei prossimi anni” ha sottolineato Domenicali, “i piloti hanno una valenza speciale nel nostro sport e sono venti, non duecento o pii. Due piloti sono la punta di diamante che racchiude le aspirazioni di una squadra con centinaia di persone. La straordinarietà di Hamilton e i rischi corsi l’anno scorso in Bahrain da Grosjean, solo per fare due esempi, ci ricordano che il cuore dell’intero show sono loro“.

Proprio sul pilota britannico della Mercedes, Domenicali ha detto: “Dobbiamo riconoscergli di aver evidenziato valori su scala mondiale, come prima la Formula 1 non riusciva a fare. Hamilton meglio di Schumi? I numeri dicono Hamilton ma la valutazione è difficile: sono piloti straordinari di epoche diverse“. Ma la Formula 1 non è solo Hamilton, come sottolinea Domenicali: “Oggi il mix di generazioni garantisce una griglia competitiva e dinamica come mai prima. È una ricchezza che dobbiamo tenerci stretta. Vettel sul viale del tramonto? Diamogli il tempo di qualche gara. I piloti intelligenti sanno dare un giudizio corretto di sé stessi e scegliere. Saprà farlo anche Sebastian“.

Grande attesa anche per la rivoluzione tecnica del 2022 e Dominicali spera che questa non porti ad un nuovo dominio di una scuderia, come successo con Mercedes: “I regolamenti sono stati concepiti per evitarlo: l’ideale sarebbe avere a ogni gara un vincitore diverso“. Ovviamente vedere la Rossa competitiva farebbe piacere a molti, anche a livello economico: “È evidente che la Ferrari sia una protagonista fondamentale e la speranza di tutti noi è che torni in alto, perché il suo successo ha un effetto diretto sul business“. Infine, Domenicali apre ad un ritorno del Circus anche in Africa: “È una possibilità, ci sono discussioni in corso. C’è grande interesse attorno alla Formula 1, in tutto il mondo. Ma il calendario non dovrà avere più gare di quante ce ne sono oggi“.