Budget cap violato: cosa rischia la Red Bull. In gioco la credibilità della F1

Box Red Bull Box Red Bull - Foto LiveMedia/Germain Hazard / Dppi/DPPI

Velocissima, dominatrice, innovativa. Il 2021 e il 2022 della Red Bull ci ha consegnato una macchina strepitosa che in mano a un grande pilota come Max Verstappen ha portato alla conquista del titolo nella lotta serrata con Hamilton dell’anno scorso e alla concreta possibilità di riconfermarsi a breve in questa stagione. Velocissima, dominatrice, innovativa, dicevamo. Vero, forse però anche illegale. Già, perché la violazione del budget cap, ovvero aver investito sullo sviluppo della vettura nel corso dell’anno scorso risorse economiche aggiuntive rispetto al tetto massimo fissato dalla F1 per evitare eccessive disparità tra i team, non può passare inosservata ed essere liquidata a mera disattenzione dalla quale uscire con una multa. No, qua in gioco c’è la credibilità del Circus, che per non diventare più simile a quello dei tendoni rispetto alla sua accezione legata al motorsport più amato sulle due ruote, dovrà fare chiarezza e dissipare ogni dubbio su quanto successo.

Passa in secondo piano quanto accaduto sul lato sportivo a Singapore, circuito che torna dopo due anni di stop per il Covid e che forse avrebbe meritato su di esso la totale attenzione di appassionati, media e addetti ai lavori. Ma è troppo “scottante” lo spettro che si abbatte sul team austriaco, perché è proprio sul lato sportivo che una violazione del budget cap ha ripercussioni. Perché una cosa è sforare di poco, sotto al 5% come ha fatto a quanto pare l’Aston Martin, un’altra spingersi oltre questa cifra, spendere milioni in più. Come tollerarlo? Un vantaggio illecito nei confronti dei rivali, soldi investiti che ritornano sotto forma di punti. E di un Mondiale vinto e un altro quasi.

Ma cosa rischiano Horner, Marko e soci? Difficile dirlo, ma visto che lo scorso campionato si è risolto per una manciata di punti, non è esclusa (anche se al momento improbabile) una revisione delle classifiche mondiali. Difficile dire anche se sarebbe una detrazione retroattiva o posteriore e dunque influente sulla stagione in corso (a Maranello si segue con grande attenzione ogni sviluppo). E allora una multa? Sarebbe troppo poco, perché lo sforamento del tetto massimo ha di fatto contribuito a rendere la Red Bull la vettura da battere. Troppo facile chiuderla con una multa, i tifosi non lo accetterebbero e sarebbe uno schiaffo a Ferrari, Mercedes e alla competizione sportiva. I regolamenti si rispettano, anche se bisognava pure vigilare prima.

Per il momento, dunque, solo illazioni e congetture, ma la violazione è acclarata e in casa Red Bull è stata letteralmente sdoganata, seppur con un’ostentazione di tranquillità da parte dei vertici. Non siamo preoccupati, dal nostro punto di vista è tutto in regola e non credo che possano esserci delle gravi conseguenze. Se abbiamo infranto il budget cap? Secondo noi no, ma si tratta di un processo che è ancora in atto”, parola di Helmut Marko. E Horner: “E’ il primo anno che abbiamo questo nuovo regolamento, essendo nuovo si possono creare delle incomprensioni. La FIA sta lavorando per venirne a capo. Noi siamo un obiettivo facile su cui puntare il dito, ma siamo tranquilli e fiduciosi riguardo a ciò che abbiamo presentato”. Questa la posizione della Red Bull, ma Toto Wolff ha già chiesto spiegazioni e chiarimenti (“C’è in ballo la credibilità di questo sport“), e così faranno un po’ tutti i team. La semplice sanzione pecunaria, seppur eventualmente molto alta, sarebbe ben poco digerita. Va detto che si tratta di un caso unico e che i regolamenti spesso hanno delle falle più o meno grosse. Ma il rischio per la casa di Milton Keynes di uno scenario da disastro totale, da classifica 2021 e classifica 2022 rivoluzionate, non va scartato. In entrambi i casi, a perderci sarebbe comunque la Fia e la F1.